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Ora la Lega va di moda: Felicioni con la tessera e Tracchegiani bussa alla porta

C'è chi da sempre di destra ha ritrovato una casa e ha fatto richiesta del primo gruppo storico a Perugia (vedi Felicioni), chi invece è in fuga da Forza Italia dopo che è stato impallinato con la storia del piccione da abbattere anche tramite doppiette. Ma nessuno toglie l'appoggio alla Giunta Romizi

Come col diavolo: ci puoi ballare, ma all'improvviso il ritmo cambia. Di brutto, poi. Stessa storia per la maggioranza di Palazzo dei Priori. In Comune soffia a tutto andare la Bora del riposizionamento. Forza Italia, nello specifico. E Ncd. Due nomi: Michelangelo Felicioni e Antonio Tracchegiani. La terra promessa è la verde isola leghista. Un anelito nordista a Perugia.

Tutti sul Carroccio, ma con i dovuti distinguo. Andiamo con ordine. L'oramai ex nuovocentrodestrista Michelangelo ha già in mano la tessera di Salvini e compagni, tanto che prepara la creazione del gruppo consiliare con tutti gli annessi e connessi. Morale: è fatta. Ci siamo. Appoggerà comunque la maggioranza, dice, perché resta e resterà “super amico con tutti”. 

Le motivazioni le spiegherà con calma. Più avanti. E nel dettaglio. Certo, Palazzo Cesaroni ammicca e le 700 preferenze incamerate alle Comunali danno una bella spinta. Le Regionali sono proprio dietro l'angolo e il segretario verde di nuova generazione spinge come in un treno nei sondaggi. Potrebbe tirare con sé sopra al cinque per cento un qualsiasi nome. Figuriamoci se poi è quello di un candidato nel vero senso della parola. Lo scorso giro la Lega entrò con un 4.7 e 900 preferenze. Due più due, di solito, fa quattro.

Tutta un'altra storia quella del forzista furioso. Il caso del piccione che può ancora volare libero è solo l'innesco della bomba Tracchegiani. A premerlo c'hanno pensato il sindaco in persona e il fuoco amico di partito, con quel voto contrario che ha affossato l'ordine del giorno. Il fucile ha cambiato bersaglio. Il problema, a sentire il consigliere, è “che Forza Italia non ha tenuta”. 

E, peggio, “non ha riferimenti in giunta. C'è il sindaco, ma ci vota contro. E anche nel gruppo ognuno va per sé. Approvano gli ordini del giorno in commissione e poi li affossano in consiglio”. E, tanto per aggiungere, “succede così ogni lunedì. Io sono venuto a Perugia da Collazzone, dove facevo l'assessore, per portare voti al partito. Temo non sia servito a molto”. Di più: “non ho preso parte alla riunione di FI dopo il consiglio. Che ci andavo a fare?”. Ergo, “le condizioni per restare in Forza Italia non ci sono più”.

 Al momento, quindi, la situazione in questione è quella dello strappo: “Passare alla Lega? Ti dico proprio di sì”. Uscire, ma senza allontanarsi troppo: “Ovvio che resto in maggioranza, sempre centrodestra è”. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è che non ci sono contatti o trattative tra il gruppo “verde” allo stato germinale e il consigliere in fuga. Sarà matrimonio o flirt occasionale?

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