Family Day Perugia, il cattolico Fora non firma il manifesto e accusa: "Chi sta con Salvini non può dirsi cristiano"

Il capolista della Lista Bianconi in conferenza stampa ha presentato il suo programma per la famiglia. Ma da cattolico ha sparato a zero sugli organizzatori del Family Day, su i tre leader del centrodestra

Cattolico, praticante, aspirante consigliere regionale (quasi candidato presidente), di centrosinistra ma in posizione civica, orgoglioso di non firmare il manifesto valoriale delle associazioni pro-life che considera una operazione elettorale e che in più è destinata a dividere i cattolici in Umbria. Andrea Fora si è ripreso per oggi la scena elettorale dopo l'entrata in scena di Vincenzo Bianconi, candidato presidente dell'accordo Pd e Movimento 5 Stelle.

Lo ha fatto nel giorno del Family Day a Perugia dove andranno a firmare il manifesto la candidata presidente Donatella Tesei e i leader nazionali del centrodestra: Berlusconi, Salvini e Meloni. Fora ha ribadito di essere orgogliosamente cattolico e in caso di elezione è pronto a sostenere, con nuovi progetti la famiglia. Pronto persino ad andare contro-corrente - è capolista della Lista Bianconi, alleati con un Pd dove è forte la componente laica, i 5 Stelle e la sinistra ecologia - su temi etici come la sperimentazione della pillola abortiva: "Io dico che va sospesa la sperimentazione. Gli eletti devono rispondere su certi temi etici alla propria coscienza".

Contrario anche all'eutanasia. "Ma questo è un pensiero personale. La Regione non si occupa di queste cose che spettano a Camera e Senato".  Fora - in compagnia dell'ex ministro Giro esponente di Democrazia Solidale - è andato giù duro sui leader nazionali del centrodestra, su Salvini in particolare, sul Family Day ma anche sugli umbri cattolici che hanno votato o vogliono votare Lega: "Chi è con Salvini non può dirsi cristiano perchè ha rinnegato il comandamento dell'amore".

E ancora: "L’iniziativa sarà presentata da tre leader che straparlano di famiglia e di matrimonio, con una grande coerenza personale, quando loro stessi non li vivono (e mi fermo qui per decenza)". Due i passaggi di Fora dove si critica aspramente il Family Day di Perugia che considera cucito su misura per il centrodestra in vista delle Regionali del 27 ottobre prossimo. Il primo: "Il fatto che il senatore Pillon parli a nome delle associazioni che propongono il documento affermando che “Le associazioni cattoliche sosterranno legittimamente col voto chi, dunque, scelga la via della difesa dei nostri valori, e rimanga legato alle proprie convinzioni senza svendere gli umbri, la loro terra e le loro profonde radici cristiane per una poltrona o un privilegio in più”, la dice lunga sul vero obiettivo e sulla vera identità di questo manifesto: aggregare i voti dei cattolici sulla destra e farne uno strumento di ricerca del consenso elettorale".

Seconda accusa: "Impedito a singoli candidati consiglieri cattolici di firmare il documento in assenza della firma del candidato presidente è il segnale più chiaro del fatto che si tratta di un’operazione squisitamente elettorale che trovo grave perché alimenta la divisione tra cattolici fomentata ad arte da chi blandisce il rosario nelle sue arringhe elettorali, sfruttando i simboli per cercare voti".

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Il programma per la famiglia di Fora, qualora venisse eletto, prevede nei punti più qualificanti: stanziamento di fondi destinati a cofinanziare il 40% dei mutui per l’acquisto di prime case per giovani coppie, previsione di un assegno mensile, non inferiore a € 150, per ogni bambino nuovo nato fino al compimento del terzo anno di età del bambino medesimo; inserimento di parametri, all’interno dei bandi inerenti all’erogazione di finanziamenti alle imprese, che prevedano l’attribuzione di un punteggio congruo e rilevante alle imprese che applichino policy aziendali family friendly, tra cui, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo. Con quali risorse? Questo lo si vedrà in sede di governo regionale. Conti alla mano.

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