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Perugia 2019 e consulenze, il M5S attacca e chiede chiarezza

Si accende la polemica introno alla candidatura di 'Perugia 2019', tra consulenze, giudici, cambi di logo e polemiche varie, il M5S perugino chiede chiarezza visto che il tempo sta quasi per scadere

Non manca molto tempo alla fine della corsa per diventare Capitale europea della cultura, entro i primi sei mesi del 2014 infatti il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea assegnerà l’ambito titolo. La candidatura invece dovrà essere consegnata in maniera definitiva entro il 20 settembre e per 'Perugia 2019' non sono tempi sereni.

Il Movimento 5 Stelle di Perugia ha espresso tuttel le preoccupazioni che ci sono intorno ad un progetto che ha subito dei cambiamenti d'immagine e di sostanza che hanno destato non poche polemiche: "Di recente, infatti, - spiega il movimento in un comunicato - a Palazzo dei Priori si sono accorti che non sarebbe stata ammissibile la candidatura di due città perché, evidentemente, qualche attento lettore del bando europeo ha informato i signori della Fondazione Perugia-Assisi, creata ed hoc e presieduta da Bruno Brachelente, che non sono ammessi “gemellaggi” e che, al limite, si può aggiungere, alla singola città, il territorio regionale. L’amministrazione perugina ha così deciso di passare da 'Perugiassisi 2019' al prolisso  'Perugia2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria'; tanto per non sbagliare ancora. Essendo Assisi l’unico sito UNESCO in Umbria, ci chiediamo perché non sia stata candidata la città di San Francesco, già avvantaggiata dalla notorietà planetaria che la contraddistingue".

La polemica si estende e accusa in todo la classe dirigente rea di aver affrontato con troppa sufficenza un progetto europeo di grande ritorno economico e d'immagine: "Ci troviamo evidentemente di fronte all’ennesimo autogol che le amministrazioni locali umbre mettono a segno sulle opportunità di sviluppo e crescita per la nostra Regione. E pensare che il Comune, dal 2010, ha sborsato cospicue somme a favore di consulenti chiamati a scrivere lo studio di fattibilità dell’autorevole iniziativa dimenticandosi, tuttavia, delle stringenti normative (europee) sugli appalti e dei criteri di efficienza, economicità e trasparenza che esse impongono.  Ovviamente, l’intricata questione delle consulenze è già in mano della Magistratura che  avrà il suo bel da fare  per trovare il bandolo della matassa, durante la torrida estate perugina. Proviamo a fare chiarezza sul ruolo del principale consulente (ma non unico) nell’ennesimo guazzabuglio in perfetto stile 'governance culturale perugina".

I 'grillini' perugini chiedono chiarezza soprattutto riguardo alle consulenze e alla poca trasparenza riscontrata nelle assegnazioni, di mezzo anche Federculture, società consulente del comune che ha ricevuto 35mila euro per produrre, come scrvie il M5S: "fascicoletti di una manciata di pagine che parlano di "…un’azione di supporto alla candidatura del sistema territoriale Perugia-Assisi a Capitale Europea della cultura..".

Per l'amministrazione perugina in realtà le cose sono molto chiare e trasparenti e infatti l'assessore Cernicchi ha voluto subito precisare che "è tutto regolare, comprese le consulenze". L'estate è nel pieno così come i lavori di perfezionamento della candidatura, la prima tappa si chiuderà a settembre e poi sarà una lunga maratona fino alla prossima primavera e siamo certi che non mancheranno altri colpi di scena. 

-Foto del Moviemnto 5 Stelle Perugia

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