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Partito Democratico dell'Umbria, arriva Enrico Rossi: l'ex presidente della Toscana è il nuovo commissario

Oggi la ratifica della commissione di garanzia nazionale. Rossi subentra a Verini

Un nuovo commissario per il Parito Democratico dell'Umbria. E arriva dalla Regione Toscana: è l'ex presidente Enrico Rossi. Oggi la commissione di garanzia nazionale del partito ratificherà la nomina. 

Rossi subentra a Walter Verini, nomina commissarrio dopo l'inchiesta sanità che ha travolto il Pd dell'Umbria. Sul tavolo del nuovo commissario regionale Rossi c'è un fascicolo, di quelli grossi e di quelli che scottano: il congresso regionale. La mastodontica pratica, con annessa infinita raccolta degli scambi epistolari, con quattro candidati - Tommaso Bori, Francesco De Rebotti, Massimiliamo Presciutti e Alessandro Torrini - è finita congelata a causa della seconda ondata del coronavirus. Appena l'ex presidente della Regione Toscana entrerà nella sede di via Bonazzi il discorso si riaprirà. 

La biografia, dal sito della Regione Toscana - Enrico Rossi è nato a Bientina (PI) il 25 agosto 1958. Cresciuto in una famiglia operaia, dopo la maturità classica si iscrive all'Università di Pisa. Nel 1982 si laurea in filosofia con una tesi su Agnes Heller, intellettuale ungherese rappresentante della “scuola di Budapest” e nota esponente del dissenso comunista.

Il suo impegno politico inizia negli anni '80 all'interno del PCI, il Partito Comunista Italiano. Nel 1985, dopo una breve attività nella redazione locale del “Tirreno”, diventa assessore e vicesindaco del Comune di Pontedera, città di cui sarà primo cittadino dal 1990 al 1999. Da sindaco è il principale promotore del “Progetto Pontedera” che impedisce il trasferimento dell'insediamento produttivo della Piaggio e la chiusura dello stabilimento. 

Dal 2000 al 2010 è assessore regionale al diritto alla Salute. La sanità toscana, sotto la sua guida, si pone ai vertici del sistema nazionale per qualità dei servizi offerti, strutture e tecnologie, sostenibilità dei bilanci.

Nel 2010 viene eletto per la prima volta presidente della Regione Toscana. Nel 2015 viene riconfermato al primo turno alla guida della Regione.

Al centro della sua attività da presidente, oltre alla difesa del lavoro e degli insediamenti produttivi, spiccano il progetto “Giovani Si”, pensato per favorire l’autonomia dei giovani, il piano “Toscana Solidale”, l'abolizione dei vitalizi e la spending review regionale, la battaglia a favore dei pendolari, il piano rifiuti, il piano paesaggistico, il piano straordinario per la sicurezza sul lavoro nell'area pratese e nel settore marmifero. Grazie alla sua azione, la Regione Toscana è in prima linea nella riqualificazione dei porti di Livorno e di Piombino.

Punti centrali della sua attività sono l'impegno e le battaglie per il lavoro e l'occupazione, la promozione dei diritti, lo sviluppo delle infrastrutture, la tutela del paesaggio, la riorganizzazione dell'assetto delle Regioni.

Dal 2012 è vicepresidente della Conferenza delle Regioni periferiche marittime europee (CRPM - CPMR). È inoltre membro del Comitato delle Regioni europee (CdR - CoR) di cui è vicepresidente del gruppo socialista (PSE/S&D).

Ha pubblicato “Viaggio in Toscana” (Donzelli, 2014), “L'Italia Centrata” (Quodilbet, 2016), “Rivoluzione socialista” (Castelvecchi editore, 2016), “Non basta dire Europa” (Castelvecchi editore, 2019) e “Prima le persone. Contro il decreto Salvini” (Castelvecchi, 2019).

Enrico è sposato con Laura. Dalla prima compagna, Paola, ha avuto un figlio, Cesare, nato nel 1988 e laureato in scienze politiche.

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