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Congresso Pd Umbria, il ticket Pensi-Meloni si candida: "Basta correnti, serve un partito di sinistra"

Il Partito Democratico va a congresso. Ecco la mozione Pensi-Meloni: "Rovesciamo la piramide, partiamo dai territori"

Il grande ballo invernale del congresso del Pd è cominciato. E arrivano i candidati in corsa per la segreteria regionale. Il deputato Walter Verini, il consigliere regionale Marco Vinicio Guasticchi, l'ex sottosegretario Gianpiero Bocci (con tatticissimo colpo di teatro: nel pomeriggio di oggi presenterà la sua candidatura) e anche il ticket Andrea Pensi e Simona Meloni. Tradotto: candidato a segretario regionale e candidato a vicesegretario regionale dell'Umbria.

Ma visto che il Pd è sempre il Pd, da qui al 7 novembre, giorno limite per la presentazione delle candidature, tutto può succedere.  

Congresso Pd, Guasticchi non si tira indietro: "A Verini lo chiedono i dirigenti? A me lo chiede la gente comune..."

Intanto, però, il sindaco di Gualdo Cattaneo e il vicesindaco di Piegaro, si siedono dietro al tavolone delle grandi occasioni della sede regionale di via Bonazzi e scandiscono: "Non possiamo morire sotto al leaderismo e al correntismo". E anche: "Ricostruiamo un partito di sinistra, forte e unito". Perché, dicono i due dem, "in questi anni il Partito Democratico ha commesso degli errori, con i territori svuotati di idee e persone". In una sola parola: "Abbandonati". 

VIDEO -  Congresso Pd, Pensi e Meloni candidati alla segreteria regionale: "Torniamo ad ascoltare i territori"
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E quindi, visto che Pensi e Meloni vogliono un Pd di sinistra, che fare (la citazione è voluta)? "Dobbiamo rovesciare la piramide, partire dai territori. Basta con le correnti, i leader e le candidature calate dall'alto. Noi non siamo stati scelti da nessuno, ma abbiamo le capacità di affrontare questo progetto di rinnovamento con la libertà e l'autorevolezza". E anche: "In questo partito bisogna fare sintesi, non trasformarlo in un campo di battaglia dove ci si pugnala. Il prossimo segretario del partito deve avere gli strumenti per cercare le persone con i profili giusti nei territori, fuori da una logica di appartenenza a questa o quella corrente". 

Poi, a scanso di equivoci (politici) il duo dem sottolinea: "La nostra candidatura non è la candidatura di Giacomo Leonelli". Perché? Passo indietro: i due erano nella segreteria del consigliere regionale, quando era il 'numero uno' del Partito Democratico. Punto due: per il congresso piovono alleanze e candidate. Ultima di giornata, come detto, l'ex sottosegretario Gianpiero Bocci. Pensi e Meloni, nel dubbio, rifilano subito una sportellata all'avversario: "Un profilo autorevole, che sarebbe andato bene due, tre anni fa. Ora la situazione è completamente diversa".
Poi, il carico da 11 alla prima mano: "Il 4 marzo ha detto chi si deve spaventare". Grande ballo, quello d'inverno. Cominciano pure a prendere posto i danzatori. Il 16 dicembre primarie. Musica.

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