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Pd & Crisi - Prima lista di pezzi da novanta e dirigenti di periferia che lasciano il partito: i nomi

Un consigliere regionale, due storici dirigenti di peso (Locchi-Bottini), tre segretari di circolo, tre della segreteria comunale. Per quanto riguarda i semplici tesserati e impossibile al momento saperlo. Nonostante la guerra nel Pd, la fuoriuscita dei bersaniani e l'inchiesta Romeo - nei guai il papà di Renzi - al momento non si registra nessun esodo dai democratici perugini e il partito - anche per via del congresso e delle primarie - ha aumentato il tesseramento. 

Ma chi è che se ne va ufficialmente da Pd? Attilio Solinas, consigliere regionale, ha già dato vita ad un gruppo autonomo a Palazzo Cesaroni.I due storici dirigenti: sono gli ex Ds Bottini e l'ex sindaco Locchi. In tre dalla segreteria perugina diretta da Francesco Giacopetti: Fabrizio Schettini -; Segreteria PD Perugia, Andrea Mazzoni - Segreteria PD Perugia e Segretario Circolo Settevalli Vittorio Booccini - già segretario di circolo di Villa Pitignano.Se ne vanno anche due segretari di circoli di primo piano: a San Sisto lascia  Vantaggi e a San Martino in Campo via Emiliano Pammelati, a Trevi sbatte la porta anche ilv  Gabriella Suella. 

I fuoriusciti dal Partito Democratico hanno presentato anche un documento per spiegare le loro ragioni e attaccare la gestione nazionale e locale del Pd. "In questi anni le politiche del governo Renzi hanno contribuito a scavare una profonda fratture tra noi e quei milioni di donne e uomini che guardavano al Partito Democratico con entusiasmo e speranza. Ciò è avvenuto a causa della volontà, da parte di coloro che si ritenevano essere maggioranza, di non confrontarsi su temi importanti e fondamentali per il Paese quali il lavoro, l'istruzione, la redistribuzione del reddito, l'ambiente. Non pretendevamo di avere ragione, ma pretendevamo che in un Partito che si definisce democratico si potesse discutere e suggerire una correzione di rotta. Ciò non è mai avvenuto.

Il futuro? "Migliaia di iscritti, elettori e simpatizzanti ci hanno preceduto, tanti altri ci seguiranno nei prossimi mesi. Sentiamo il dovere di tornare ad ascoltare quelle persone che oggi non si sentono rappresentate interpretandone bisogni e speranze. Dobbiamo e vogliamo scrivere le pagine di una nuova grande storia".

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