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DOPO LA BATOSTA Il Pd perugino riparte: "Basta congressi, sì alla prima Leopolda perugina"

La sconfitta storica di Perugia brucia e brucerà a lungo, ma i segretari Leonelli e Giacopetti varano il nuovo partito liquido: più società civile, meno vecchie sezioni e polli da batteria allevati alla vecchia maniera. Ecco il progetto e arrivano dalla società civile i primi tre nomi

Leonelli e quello comunale Francesco Giacopetti sono pronti, insieme alle rispettive segreterie, a dare vita ad una Leopolda perugina sul modello degli incontri tra partito (poco) e società civile (tanta). Un’assemblea prevista entro il 2014 che dovrà partorire e approvare un nuovo progetto per Perugia.  Due sono gli obiettivi: riportare a far votare quegli elettori delusi e cancellare la rigidità di un partito che non si è accorto di quello che stava accadendo a Perugia negli ultimi anni. 

Niente dunque ennesimo congresso per correnti, ma una Leopolda perugina aperta ai cittadini, ai professionisti e al mondo della cultura.  “Abbiamo bisogno di aprirci – secondo il segretario comunale - di partecipare, con responsabilità e spirito di collaborazione. Nessuno può permettersi di stare alla finestra, perché come abbiamo condiviso le responsabilità della sconfitta ora abbiamo necessità di condividere l’apertura di una fase nuova per il Pd cittadino. Siamo pronti ad aprirci al contributo della società civile, senza retropensieri e per il bene di Perugia”.

E intanto Giacopetti arruola i primi tre nomi per il Pd “civico” del futuro prossimo: l’accademico Carlo Calvieri, l’imprenditrice Cinzia Bugiantelli e la ricercatrice Diletta Paoletti.  Di fatto da oggi nasce il Pd liquido e rinnovato a Perugia dopo i vecchi burocrati e gli amministratori allevati in batteria sul modello dell’amministrazione Boccali. “Dobbiamo – ja  – ricostruire un rapporto con quel pezzo di città, in primo luogo riconoscendo di essere stati autoreferenziali e aprendo una fase nuova di apertura. Come? In alcune città – spiega Leonelli - abbiamo scelto percorsi di commissariamento o di tutoraggio, ma a Perugia abbiamo deciso di ribaltare la situazione e abbiamo chiesto il contributo di alcune figure per un percorso innovativo, che riparta dal basso, senza soluzioni verticistiche, per capire lo schiaffone, diretto e senza acrobazie, che i cittadini hanno scelto di darci e rompere incrostazioni di autoreferenzialità”.

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