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A Marsciano spazi pubblici vietati ai "fascisti", il Pd ai sindaci dell'Umbria: "Adottate la stessa delibera"

Il Pd gioca l’arma della delibera di giunta che vieta gli spazi pubblici ai “fascisti”, “vecchi e nuovi”. Perché, dicono i Dem, “Il silenzio non può essere la risposta all'onda nera di odio, razzismo, violenza che vediamo salire”

L’arma x è pronta e testata a Marsciano. Il Pd gioca la carta chiodata della delibera di giunta che vieta gli spazi pubblici ai “fascisti”, “vecchi e nuovi”. Perché, dicono i Dem, “il silenzio non può essere la risposta all'onda nera di odio, razzismo, violenza che vediamo salire”.

E così il Partito Democratico dell'Umbria, su proposta del responsabile Enti locali Andrea Pensi, ha deciso di fare sua l'esperienza del Comune di Marsciano, che con una delibera di giunta ha scelto di “vietare l'utilizzo di spazi e sale pubbliche ad associazioni che si richiamano alla simbologia e all'ideologia fascista”, e di riproporla in tutti i Comuni della regione. “Avremmo preferito non assistere agli episodi preoccupanti che la cronaca ci ha raccontato nelle ultime settimane – ha sottolineato il segretario regionale Giacomo Leonelli alla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa – ma è evidente che la nostra risposta non può che essere un rinnovato e rafforzato impegno a far valere le ragioni della tolleranza, del rispetto reciproco, del ripudio di ogni violenza, verbale o fisica. La manifestazione di Como, in questo senso, indica una scelta ben precisa: questi valori sono nel dna del Partito Democratico e l'antifascismo è per noi un momento imprescindibile”. Allo stesso tempo “non ci piace – ha aggiunto Leonelli - l'atteggiamento pilatesco di chi sceglie di voltarsi dall’altra parte”.


Così scatterà una lettera a tutti i sindaci dell’Umbria. “Facendo nostra la positiva esperienza di Marsciano – ha spiegato Pensi, ci rivolgeremo, nelle prossime settimane, a tutti i nostri amministratori e a tutte le istituzioni democratiche dell'Umbria ai quali chiederemo di approvare atti conformi alla Costituzione attraverso i quali si inibisca l'utilizzo del patrimonio pubblico ad associazioni che si richiamino a ideologie fasciste e neofasciste. Viviamo una fase complicata, segnata da episodi anche gravi che ci richiamano alle nostre responsabilità e ci dicono che la risposta non può essere il silenzio e, soprattutto, che l'antifascismo non può essere terreno di battaglia solo per il Partito Democratico".

Il punto, sottolineano dal Pd premendo parecchio, sono le leggi. “Lo spirito – ha aggiunto il sindaco di Marsciano Alfio Todini - non vuole essere quello di limitare le espressioni democratiche del pensiero, ma quello di far rispettare, anche superando qualche ambiguità, leggi che ci sono e che hanno un contenuto chiaramente antifascista. Alla violenza non dobbiamo rispondere con la violenza ma con la politica, facendo valere le ragioni del contrasto all'odio, del dialogo, dell'integrazione, del rispetto reciproco, di fronte a toni e argomenti sorprendenti che anche da noi sta assumendo il dibattito intorno ai temi dell'accoglienza e dell'integrazione".  

Il corteo di Casapound a Ponte San Giovanni c’entra forse qualcosa? A pensare male si fa peccato, ma, diceva qualcuno, molto spesso ci si azzecca. Sarà questo il caso?

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