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La Regione è a rischio, i bocciani non mollano, la Marini minaccia e Leonelli si ribella

Stavolta si fa sul serio. E il rischio di andare a casa tutti (dalla maggioranza alle opposizioni) è reale: la minaccia di non presentare il bilancio è all'ordine del giorno. Una guerra anche per il controllo del partito. Leonelli: "Io non sono lo scendiletto di nessuno"

E la Marini disse duante la riunione del gruppo Pd in Regione: "So fare bene i conti e so benissimo che non ho la maggioranza senza di voi. E quindi è fondamentale ritrovare una unità di intenti anche per rispettare la volontà degli elettori e dare un Governo ad una regione che sta rialzando la testa dopo una crisi profonda. L'appello dunque è a rientrare nella maggioranza".  E i bocciani risposero:" Cara Presidente, come già detto più volte, noi ci battiamo per una questione di metodo e per una discontinuità con il passato. Se vengono azzerate le nomine in sanità e per i direttori generali, aprendo di fatto una discussione e una nuova valutazione, allora noi rentriamo".  E la Marini con la voce rotta dalla rabbia: "Non ci sto a questi ricatti. Allora sapete che c'è non porto il bilancio in aula e sono pronta dopo la verifica a dimettermi. Così gli umbri capiranno che cosa sta accadendo".  E il segretario regionale del Pd  si indignò: "Così non si va avanti. Non c'è nessuna volontà di ricucire. Allora vi dico che non ci sto a fare il bucciotto. E tanto meno sono lo scendiletto di nessuno... ve lo avevo detto che stavate giocando alla vecchia politica e questa ormai non paga più. Qui mi si manca di rispetto... ma io vado a testa alta".  E la Presidente con la voce rotta dalla rabbia: "Allora sapete che c'è: io neanche lo porto il bilancio in consiglio regionale 

Ovviamente questa è una ricostruzione del cronista dopo aver sentito mille voci e mille interessi diversi dei diretti interessati. E come tutte le ricostruzioni vanno filtrate ulteriormente dal lettore. Ma stavolta si fa sul serio. E il rischio di andare a casa tutti (dalla maggioranza alle opposizioni) è reale: la minaccia di non presentare il bilancio è all'ordine del giorno. Il testo deve essere licenziato entro il 30 marzo dal consiglio regionale ma prima deve essere discusso in commissione. Ovviamente al 23 febbraio è tutto fermo. Non si trova in fretta un accordo salta tutto. I bocciani contano su 5 consiglieri regionali e chiedono l'azzeramento di tutte le nomine fatte dalla Marini. La Presidente non può tornare indietro: sarebbe una sconfitta colossale e sarebbe di fatto commissariata e le altre correnti inizierebbero anche loro una guerra per bande. 

C'è un altro aspetto ormai emerso in queste ore: non si tratta di una guerra che mira solo alla gestione della sanità e in parte della Regione. No. E' una guerra con la quale portarsi a casa anche i vertici della segreteria regionale del Pd. I bocciani non hanno grande considerazione del segretario Giacomo Leonelli. Basti pensare che il segretario dopo aver cercato di fare da paciere con Barberini si è ritrovato, per strani rapporti tra politica e media, il suo discorsetto segreto sul maggiore quotidiano cartaceo della Regione. Trappolone niente male. Tanto è vero che Leonelli va dicendo a tutti: Mi hanno usato e le parole poi sono state travisate. Allora sai che c'è: sono fatti loro. Io non sono il bucciotto di nessuno. E non sono a differenza di altri lo scendiletto di nessuno". Insomma qualcuno vorrebbe attuare il vecchio adagio: prendere con una fava due piccioni. 

Insomma una situazione infuocata che potrebbe portare diretti alla fine di una legislatura. Chi conosce bene la Marini sa che è disposta a metterci la faccia: "Se la guerra continua chiederà una verifica pubblica e poi parlerà agli umbri... e sarebbe la prima di dimettersi pur di denunciare un clima politico che va contro gli interessi degli elettori e degli umbri". I bocciani invece spiegano che è l'esatto contrario: "Siamo noi quelli che hanno avuto il coraggio di lasciare la poltrona di assessore perchè è ora di finirla con nomine clientelari e di corrente. Noi siamo quelli che lottano per un metodo nuovo e per la meritocrazia".  Tutto a questo punto è possibile. 

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