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Patrick Zaki, Perugia dice "sì" al conferimento della cittadinanza onoraria

L'ordine del giorno è stato approvato in Consiglio comunale con 24 voti a favore e l'astensione dei 5 consiglieri leghisti

Perugia si schiera dalla parte di Patrick Zaki nella cui figura "vengono riconosciuti - come si legge in una nota del Comune - i valori di libertà di studio, libertà di pensiero e libertà alla partecipazione pubblica, propri della Città di Perugia, di questa amministrazione e delle Istituzioni che la rappresentano". È stato così approvato oggi (lunedì 19 aprile) con 24 voti a favore e 5 astensioni l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Cagnoli (Forza Italia), Vignaroli (Progetto Perugia), Nannarone (Fratelli D’Italia), Renda (Blu), Pici (Perugia Civica), Giubilei (Rete Civica Giubilei), Mori (Italia Viva) dai gruppi consiliari Idee Persone Perugia, Partito Democratico e M5S per il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki.

“L'attivista e ricercatore egiziano Patrick George Zaki, studente dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna - ha ricordato il consigliere Cagnoli, illustrando l’atto - è stato arrestato in Egitto il 7 febbraio 2020, accusato dal governo egiziano di diffondere notizie false attraverso i suoi canali social, attentare alla sicurezza nazionale e istigare al rovesciamento del governo e della Costituzione. Da allora, Patrick George Zaki è in stato di detenzione preventiva e rischia dai cinque anni all’ergastolo. Le accuse che gli vengono rivolte  -ha spiegato ancora Cagnoli - sono le stesse che colpiscono persone che svolgono attività lecite secondo il diritto internazionale e che in Egitto hanno raggiunto in questi anni centinaia di attivisti, ricercatori, avvocati, esponenti di organizzazioni per i diritti umani. Zaki, inoltre, si è speso anche per l’affermazione dei diritti delle minoranze, come le comunità cristiane cacciate dal nord del Sinai a causa dell’avanzata dello stato islamico”.

I consiglieri hanno altresì ricordato le numerose testimonianze che in tutta Italia si sono manifestate a favore della liberazione di Zaki, dal Ministero degli Esteri, a tutte le amministrazioni locali che stanno riconoscendo la cittadinanza onoraria a Zaki come simbolo di libertà nei confronti di dittature oppressive, sottolineando la necessità di una presa di posizione forte anche da parte del comune di Perugia.

La proposta è anche occasione per ricordare Giulio Regeni, il dottorando italiano dell'Università di Cambridge scomparso in Egitto, dove stava svolgendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani, nel 2016 e sulla cui vicenda, ancora oggi, insieme alla sua famiglia e all'intera società italiana, si attende la verità.

Per il consigliere Paciotti (Pd) l’approvazione dell’atto è l’ennesima occasione, anche da parte della città di Perugia, per accendere un faro sulla vicenda di Patrick Zaki, vicenda che, peraltro, non sembra avere una fine, e che richiama da vicino quella dell’italiano Giulio Regeni. “È necessario - ha detto Paciotti - tenere alta la guardia nei confronti di un tema, quale quello dei diritti umani, evidentemente non condiviso dal governo egiziano.”

Anche per Francesco Vignaroli, capogruppo di Progetto Perugia, Zaki è diventato il simbolo della dignità della persona e della libertà di opinione in tutto il mondo. Vignaroli ha altresì auspicato che parlamento e governo scelgano di concedere la cittadinanza italiana allo studente dell’Università di Bologna.

Per la capogruppo Pd Bistocchi la cittadinanza italiana a Patrick Zaki è un atto dovuto, auspicando che possa favorirne la scarcerazione. Per la consigliera, tra l’altro, nessun interesse economico, politico o, a maggior ragione partitico, dovrebbe far passare in secondo piano temi come diritti umani, libertà e democrazia. Per questo si è detta critica nei confronti del governo italiano, che comunque è ancora attivo nel proseguire i rapporti con quello egiziano.

Dello stesso avviso anche la consigliera di IPP Lucia Maddoli, che nel sostenere convintamente l’ordine del giorno, ha sottolineato come, a suo avviso, il governo italiano potrebbe fare di più, anche in virtù dell’invito dell’Unione Europea a tutti gli stati membri a rivedere i propri rapporti con i paesi terzi alla luce dei diritti umani.

Infine, il capogruppo della Lega Mattioni, come già detto in commissione, ha espresso perplessità rispetto all’adeguatezza del conferimento della cittadinanza come strumento per rivendicare il rispetto dei diritti umani. “Patrick Zaki - ha spiegato - rappresenta una delle oltre duemila vittime di un regime, quello egiziano, che viola ripetutamente i diritti umani fondamentali. Ma tali comportamenti vanno contrastati con azioni più concrete e decisive che la cittadinanza, strumento peraltro troppo spesso abusato.”

Proprio perché, secondo i consiglieri leghisti, tutte le duemila vittime del regime egiziano meritano lo stesso rispetto, essi hanno scelto di astenersi dal votare l’atto, che è stato comunque approvato con 24 voti a favore da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione, con la sola astensione dei 5 consiglieri leghisti presenti.

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