L'Osservatorio di Marco Regni | Il mondo e il covid19 si gioca a mosca cieca, fra dpcm spesso “improbabili” e i limiti dell’uomo e della scienza

Marco Regni

I lettori affezionati di questa rubrica conoscono bene la mia scarsa indulgenza su alcuni provvedimenti del Governo e il pessimo giudizio sul Ministro Azzolina e sulla gestione complessiva di tutto ciò che è legato alla scuola. Una insufficienza purtroppo dimostrata anche da quanto sta accadendo in questi giorni. Il ragionamento però di fondo da fare in questo momento va al di là del contenuto spesso “improbabile” delle norme e dei dpcm che applicano dei decreti leggi, che vengono “chiariti” da circolari interpretative che vengono poi a loro volta “precisate” da comunicati stampa del ministro. Il ragionamento va anche oltre al gioco tipico di Casalino/Conte, per usare la canzona di Jannacci “per vedere l’effetto che fa” di veline e idee filtrate ai giornalisti giorni prima dell’assunzione delle decisioni dei dpcm con norme sempre più “kattivissime” che poi in base al “social listening” vengono aggiustate e modificate.

Il ragionamento triste, umano, realistico che parte dal principio dei limiti dell’uomo è che la scienza e le possibilità umane vivono nel fattore tempo e non tutto è possibile, non tutto è possibile subito. La xylella ad esempio ancora si diffonde fra gli ulivi della Puglia pur cercando gli scienziati da anni un rimedio davvero efficace e risolutivo per contrastarla. Il Virus della Sars del 2002  identificato come malattia per la prima volta dal  medico  italiano  Carlo Urban è ad oggi senza vaccino, e sembra sia scomparso da solo nel 2004. Noi tutti nutriamo la giusta speranza che i medici, i ricercatori e gli scienziati di tutto il mondo troveranno a breve il vaccino o comunque la cura o mix di cure e trattamenti per combattere il covid19, ma realisticamente ad oggi la certezza non c’è.

Possiamo perciò continuare -esercitando il libero pensiero (ci mancherebbe altro) - a criticare le dirette di Conte, l’uso strumentale della vicenda etc. le illogicità e contraddizioni del non attivare il MES, del non spendere da parte dello Stato (regioni e governo) tutte le risorse Già DISPONIBILI per assumere 20.000 infermieri e medici e tante altre cose da denunciare per migliorare la situazione e continuerò a farlo sapendo però che al fondo la situazione è quella descritta sopra. I governanti di tutto il mondo oggi si trovano realisticamente a ricoprire il ruolo del bambino bendato nel gioco della mosca cieca contro il virus. 

Le chiusure in Francia annunciate da Macron, quelle dichiarate dalla Merkel e da tanti altri paesi testimoniano che il ragionamento su cui ci si sta tutti orientando è che se non si vuole davvero ripristinare un lockdown totale e di lungo periodo ad oggi si deve mettere l’obbligo della mascherina, l’obbligo dell’igenizzazione frequente delle mani e adottare dpcm o provvedimenti che spingano comunque i cittadini verso una unica direzione di senso (non che li obblighino a questo ma li indirizzino a questo): “USCITE SOLO per andare al LAVORO e a SCUOLA, per acquistare i generi alimentari e di prima necessità, poi velocemente tornate a casa. Rinviate incontri e attività non indispensabili al lavoro o alla vostra vita a dopo la scoperta di una cura efficace o del vaccino o alla scomparsa del virus o a una sua possibile mutazione più compatibile con la vita umana".

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Questo è lo scenario di fondo dei prossimi mesi, che può essere più o meno pesante a seconda della velocità di tracciamento che Stato e Regioni potranno mettere in campo sapendo però che il virus rischia di essere più veloce di entrambi. Realisticamente ad oggi, a 8 mesi dall’inizio della pandemia la strategia unica e possibile è sempre quella iniziale delle 3 T (testare, tracciare e curare). A chi pensa giustamente che lo scenario di fondo sopra delineato imporrà una nuova crescita di debito pubblico per aiutare le tante famiglie, le attività, le imprese che andranno nuovamente in difficoltà e che lo Stato ha l’OBBLIGO di aiutare SENZA SE E SENZA MA e che perciò a fronte dei dpcm dovrà prevedere le sovvenzioni dirette per chi si troverà a chiudere le attività non può che rispondersi con la politica della nuova Europa che ha finalmente dimostrato di esserci ancora una volta grazie alla regia della Merkel, all’azione di Gentiloni e Sassoli e di Macron. L’Europa come disse tempo fa Enrico Letta dovrà trovare il coraggio di iniziare a ragionare di emissione comune di “debito perpeuto”, il debito cioè che tutti i singoli stati hanno sin qui contratto e contrarranno nei prossimi mesi per l’emergenza Pandemia. Di questo e di molto altro scriveremo nelle prossime settimane.

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