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Ospedali, Coletto: "Foligno-Spoleto sarà un polo unico con funzioni distinte tra i due plessi"

L'assessore alla Salute: "Abbiamo un debito di riconoscenza verso questo ospedale"

Il futuro degli ospedali di Spoleto e Foligno dopo l'emergenza Covid. L'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, ha tratteggiato le linee del programma della Giunta Tesei, rispondendo durante il question time all'interrogazione della consigliera regionale della Lega, Paola Fioroni. 

L’assessore regionale dell'Umbria ha spiegato che "l’ospedale di Spoleto è uno dei sette dove il Ministero ha deciso di investire per una riorganizzazione delle terapie intensive come Dea di primo livello, le implementazioni susseguenti sono perciò necessarie e, aggiungo, dovute. Abbiamo un debito di riconoscenza verso questo ospedale e va ricollocato secondo prospettive che saranno definite al più presto, nell’ottica della differenziazione delle identità dei vari plessi: non potrà essere uguale a quello di Foligno, che si trova a dieci minuti di macchina".

Quello di Foligno-Spoleto, ha aggiunto l'assessore, "sarà un polo unico che poggia su due gambe con compiti diversi, con l’emergenza-urgenza a Foligno e il recupero di tutte le funzioni ospedaliere a Spoleto, dando continuità a chirurgia, oncologia, radioterapia, anche con un nuovo generatore lineare per potenziare le prestazioni, da 30 a 40 al giorno. È prevista la riattivazione del punto nascita, stiamo recuperando personale per ginecologia e pediatria. L’ospedale San Matteo degli infermi sarà un caposaldo della regione e servirà tutta la Valnerina". 

Paola Fioroni, consigliera regionale della Lega, vicepresidente del consiglio regionale e promotrice dell'interrogazione, aggiunge che “il contributo che il San Matteo degli Infermi ha garantito durante la pandemia con trattamenti competenti ed efficaci della patologia da Covid-19 sia nello stadio di acuzie che di post acuzie, unitamente all’erogazione di numerose prestazioni non Covid, ha confermato il ruolo irrinunciabile dell’Ospedale di Spoleto. Ricordiamo come la nostra regione abbia vissuto momenti difficili per l’esito dei contagi dati dal repentino sviluppo dell’epidemia da Covid 19 soprattutto dall’autunno 2020 e come sia stato necessario coinvolgere Dea di primo livello come il San Matteo perché già dotato di reparti e strumenti più idonei alla gravità delle ospedalizzazioni da Covid 19".

E ancora: “L’assessore Coletto, rispondendo alla mia interrogazione – sottolinea Fioroni - ha infatti ricordato come l’ospedale spoletino sia fra i sette su cui il Ministero intende investire ed ha delineato il suo futuro percorso altamente qualificante in una logica di specializzazione e di integrazione territoriale ed ospedaliera con Foligno. Sono già stati riattivati numerosi reparti ospedalieri, tenendo conto che l’attività del day hospital oncologico e di ben 24 tipologie di prestazioni ambulatoriali non è stata mai interrotta - continua la Fioroni- solo nel secondo semestre del 2020 in cui vi è stata la trasformazione Covid, c’è stato un aumento di 26mila prestazioni erogate (dati CUP) e quelle che erano state sospese nella prima fase Covid sono state tutte recuperate. Va inoltre ricordato che nel PNRR sono stati previsti stanziamenti per gli adeguamenti strutturali e sismici, ed a breve si procederà con gli adeguamenti e ammodernamenti che le amministrazioni regionali precedenti non hanno assicurato ad una struttura strategica come quella di Spoleto”.

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