Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Nuovo calendario venatorio 2020-2021, via libera all'unanimità in commissione: le date e le novità

C'è il parere favorevole dei consiglieri al nuovo calendario venatorio 2020-2021, dopo le audizioni di associazioni venatorie, ambientaliste e dei coltivatori (Coldiretti, Confagricoltura, Arci caccia, Cpa, Enalcaccia, Anuu, Atc 1,2 e 3, Fidc, Ente nazionale cinofilia, Urca e Legambiente)

Via libera all'unanimità in terza commissione del consiglio regionale. C'è il parere favorevole dei consiglieri al nuovo calendario venatorio 2020-2021, dopo le audizioni di associazioni venatorie, ambientaliste e dei coltivatori (Coldiretti, Confagricoltura, Arci caccia, Cpa, Enalcaccia, Anuu, Atc 1,2 e 3, Fidc, Ente nazionale cinofilia, Urca e Legambiente).

Dopo il parere della commissione la caccia al cinghiale in forma braccata in Umbria inizierà il 18 ottobre, per terminare il 31 gennaio. Sempre il 18 ottobre sarà consentito anche il prelievo nella forma individuale alla cerca, fino al 31 dicembre prossimo.

La caccia da appostamento temporaneo e per gli acquatici (alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, ghiandaia, cornacchia grigia e gazza) si avvierà nei giorni 2, 6 e 13 settembre, il 6 e il 13 settembre fino alle ore 13. Altre specie dal 20 settembre, la quaglia dal 13.

Nel parere licenziato dalla commissione, su input del consigliere Mancini (Lega), viene chiesto di posticipare la chiusura della caccia alla lepre di una settimana, il 13 dicembre anziché il 6, e di poter proseguire l’addestramento dei cani fino al 17 settembre, anziché fino al 10, come auspicato negli interventi di diversi esponenti delle associazioni venatorie. Ulteriore aggiunta riguarda la beccaccia, la cui caccia viene consentita all’interno delle superfici boscate fino a 50 metri dal confine con le stesse: si chiede di aggiungere nel calendario definitivo la dicitura “in prossimità dei corsi d’acqua”. 

“Un percorso all'insegna dell'equilibrio e di una ricercata unità d'intenti fra mondo agricolo e venatorio – ha sottolineato Morroni, presente in commissione – che ha portato ad una sintesi avente lo scopo finale di adottare una strategia diversa per affrontare con più determinazione il controllo della specie cinghiale, eliminando gli asincronismi con i calendari venatori delle regioni confinanti al fine di evitare la reimmissione degli animali nel mese di gennaio, quando avrebbero trovato una situazione favorevole”.

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