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Nuova assunzione in Comune a Marsciano, insorge il sindacato: "Il metodo non ci convince. Stoppare operazione"

La richiesta di rinuncia porta la firma sindacato dei dipendenti pubblici DiCCAP Coordinamento Regionale che ha contestato il metodo

"Ci auguriamo che il Comune di Marsciano ripensi all’intera procedura, poiché palesemente illegittima per contrasto con i principi costituzionali in materia": la richiesta di rinuncia porta la firma sindacato dei dipendenti pubblici DiCCAP Coordinamento Regionale che ha contestato il metodo che si vuole adottare per una assunzione a tempo indeterminato. 

"Apprendiamo che il comune di Marsciano intende procedere all'assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 1 Istruttore Direttivo Amministrativo, cat. D, tramite  l'utilizzo di graduatorie di altre Enti e fin qui non ci sarebbe nulla da dire, se non fosse che il comune, con un recente regolamento ad hoc, ha previsto che “Nel caso di più risposte positive il candidato verrà individuato tramite selezione effettuata dal comune tra i primi delle graduatorie degli enti che hanno dato risposta positiva”.

Cioè, il comune intende “scegliere” prima la persona e poi scegliere la graduatoria da cui attingere? Una selezione della persona, ammesso che si possa fare (noi siamo convinti di NO), basata su quali criteri? Il Regolamento del comune di Marsciano su questo, ovviamente, tace, poiché selezionare personale già selezionato è una contraddizione in termini e potrebbe portare a scelte arbitrarie. Come precisato dal Consiglio di Stato – “la garanzia di professionalità del personale (ndr inserito in vigenti graduatorie concorsuali) è accertata a mezzo regolare concorso per gli idonei”, per cui non occorre testarla nuovamente a mezzo di fantomatiche selezioni.

Partendo da questo assunto, e al fine di garantire l'IMPARZIALITA’ dell'azione amministrativa, i criteri per la scelta della graduatoria da cui attingere (e non per la scelta ad libitum della persona), devono essere criteri oggettivi, come ad esempio il criterio cronologico ( Cassazione sentenza  280/2016) o, come sostenuto da ANCI, il criterio della distanza, dell’analogia di dimensioni, delle caratteristiche geografiche o di funzionamento simili.
 

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