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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Nodino di Perugia | Melasecche: "Basta falsità: - 50% del traffico pesante e - 25% di quello leggero. Quell'area ad oggi è una camera a gas"

L'intervista all'assessore su dati, impatto ambientale e futuro. La replica dopo la nota del comitato per la Salvezza di Collestrada. "10mila firme sull'online... suvvia parliamo di cose serie e concrete"

L'assessore Enrico Melasecche, battagliero lo è sempre stato. In politica, tra polemiche e fuoco amico, si muove come fosse a casa sua. Moderato - nonostante l'antica provenienza democristiana - certamente poco anche nei toni. Soprattutto quando si parla del Nodino di Perugia dove si è speso e si sta spendendo in prima fila per portare a casa un risultato che darebbe una risposta all'ormai insostenibile situazione del traffico in direzione Perugia. Basta un incidente e si blocca tutto per ore. Il problema non è perugino: ma è di tutta la Regione e anche a livello economico dato che penalizza lo sviluppo e le imprese. Concreto e granitico sulle sue decisioni da quanto amministra nella Giunta Tesei. L'esordio con Perugiatoday.it non è proprio di quelli idilliaci: "Prima di pubblicare certe note dovreste informarvi e non raccontare cose non vere o di parte. E' una questione deontologica". Calma assessore: in un giornale liberale lo spazio non si nega a nessuno. Tanto meno ai comitati popolari, che possono piacere oppure no. Ma dopo un po' di schermaglie alla fine si parte con l'intervista sul Nodino, secondo Melasecche. Piu che una intervista un fiume piena. 

Partiamo da un dato controverso che poi è importante per dare un giudizio su questa opera del Nodino di Perugia: il comitato salviamo collestrada ha definito il progetto inutile perchè ridurebbe soltanto il 13 per cento del traffico a fronte di lavori lunghi e impatto ambientale, a loro dire, devastante. Come ribatte? "Le percentuali di riduzioni del traffico sono assolutamente false, basta leggere il documento ufficiale dell’ANAS e non Topolino che alcuni continuano a diffondere. Si tratta del 50% in meno del traffico pesante e del 25% di quello leggero che verrà sottratto all’attuale tratta Collestrada-Ponte San Giovanni. Ho pubblicato più volte quel documento ma assisto ad una disinformazione che lascia esterrefatti". 

Dati non veritieri, a suo giudizio, che fanno parte di una strategia per raccogliere firme e consensi? Le dico questo perchè gli anti-nodo hanno festeggiato le 10mila firme, virtuali, contro l'opera. 
"Più si diffondono in modo scandalistico notizie volutamente false più si raccolgono adesioni da tutto il mondo on line che hanno un valore insignificante e si presta a manipolazioni rispetto ad una raccolta firme di cittadini in carne ed ossa che vivono i problemi dell’Umbria. Si racconta che si tratta della raccolta più elevata nella storia regionale ma non è vero perchè, a puro titolo di esempio, un’altra raccolta attuale di firme reali, non di clic sulla tastiera, di cittadini in carne ed ossa, in pochi mesi, somma quasi 18.000 firme". 

Parliamo di impatto ambientale del Nodino...
"La stoppo subito. Vogliamo parlare di inquinamento prima per rispetto di quei 25mila abitanti che tutti i giorni vengono avvelenati dal super-traffico figlio di un'arteria non più adeguata? Penso di sì. Quel tratto di strada è una camera a gas. Chi ci vive lo sa benissimo. L’Arpa ha pubblicato le rilevazioni degli sforamenti delle polveri sottili cancerogene e la centralina di Ponte San Giovanni, quella nei pressi del CVA è fra quelle in Umbria che supera quei limiti. Quando avremo fra qualche mese i dati dell’altra  posta davanti ai palazzi prospicienti la E45 presumiamo che i nuovi dati saranno ancor più preoccupanti".

Destinato a peggiorare perchè, nonostante pochi ne parlino, una delle aree di maggiore espansione urbane del capoluogo è proprio quella di Ponte San Giovanni, Collestrada e colline limitrofe. Le richieste di concessione sono chiare. Lei conferma questo dato?
"La situazione del traffico va esaminata in modo dinamico perché peggiorerà pesantemente in considerazione dell’incremento della antropizzazione di quell’area in ragione delle concessioni edilizie previste dal PRG di Perugia, quindi centinaia di famiglie con migliaia di auto si aggiungeranno alle attuali, nuovi capannoni nelle aree artigianali ed il traffico della E45 è destinato a crescere. E' talmente banale che dovrebbe essere chiaro a tutti". 

Torniamo all'ambiente e impatto ambientale: è ovvio che chi ha investito quei terreni lo ha fatto anche per la sua bellezza e per la sua unicità. E altrettanto ovvio che quella bellezza va tutelata. Ma per il Comitato non c'è possibilità di compromesso perchè troppo impattante a livello paesaggistico. Cosa risponde?
"Che ancora una volta si dicono in gran parte false: non si tiene conto della revisione progettuale dell’ANAS di cui abbiamo parlato da due anni e cioè dell’ abbassamento del livello stradale dei primi 3,5 km, in questo modo tutta la prima metà del percorso è in galleria per cui, a lavoro terminato, nulla si noterà dall’alto. Ho letto anche ci sarà una strage di alberi per realizzare l'opera: altra falsità facilmente smontabile: basta semplicemente sovrapporre il progetto attuale della nuova bretella ad una mappa di Google per rendersi conto della falsità di quelle affermazioni".

Il Comitato "Salviamo Collestrada" ha presentato una sorta di variante e altri spingono ancora su ferrovie-metropolitane di supeficie. Una possibilità di accordo, mediazione...
"Voglio essere estremamente concreto. La soluzione pretesa dal Comitato NO Nodo prevede una bretella di 20 km al posto di una di 7 km con un consumo di suolo ed un costo triplo su cui l’ANAS sorride per l’assurdità e la irrealizzabilità della proposta. Le altre affermazioni sono fuori da ogni realtà come ad esempio: "che non si debbono costruire più strade ma solo ferrovie”. Fuori dalla realtà di chi parla del modificato Nodo affermando “quel progetto è vecchio e fu bocciato”; è esattamente il contrario della sacrosanta verità, spacciato per oro colato con una tracotanza fuori da un minimo di serietà che un dibattito del genere impone. Basta mistificazione e battaglie di parte che prendendo in giro una comunità umbra che ha, mai come oggi, una necessità assoluta di affrontare i propri problemi per andare a risolverli". Il dibattito continua e noi come sempre, essendo un giornale liberale, daremo spazio a tutti. Ma il problema va risolto e non come sempre all'umbra..."intanto blocchiamo tutto e poi se ne riparlerà". Il tempo è bello che scaduto. 
 

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