Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

"Nell'Umbria della Tesei record di morti": il post di Bori (Pd) che fa saltare i nervi. Pastorelli: "Falso, ecco perchè"

Si rischia di finire stavolta dall'aula di Palazzo Cesaroni in un'aula di tribunale. Borri incassa anche tanti like ma nei commenti si scatena lo scontro e c'è anche chi chiede "rispetto e collaborazione"

E' ormai scontro totale tra la maggioranza di centrodestra, la Giunta regionale e il capogruppo del Pd Tommaso Bori che sui social ha impostato gran parte della sua comunicazione politica. Stamani un post su Fb sul presunto fatto che in Umbria si registra il numero più alto di morti per Coronavirus, abbinato alle valutazioni negative sull'operato della Giunta regional, ha creato l'ennesimo scontro istituzionale che rischia, molto probabilmente, di finire addirittura in un'aula di tribunale. A rispondere a Bori il capogruppo della Lega, Stefano Pastorelli che ha voluto, a suo dire, dimostrare la propaganda sistematica.

Ma prima un passo indietro: cosa ha scritto l'esponente Pd? "Con grande dolore, ma con forte consapevolezza, registriamo che in Umbria il COVID ha la mortalità più alta d'Italia e, quindi, d'Europa.  Un triste primato". E poi un seguire di elenco degli errori commessi, secondo l'esponente democratico, fino ad arrivare a quello che viene ritenuto - voluto o no? - collegamento alla triste notizia sul primato delle morti: "Il risultato lo pagano i cittadini sulla loro pelle: una sanità in tilt e gli operatori sanitari in sofferenza".

Se Bori ha incassato molti consensi, stavolta però anche tanti cittadini hanno preso le distanze e altri invece, forse di parte, si sono sentiti in obbligo di rifiutare tale ricostruzione e anche questo modo di comunicare a livello politico. Ne è venuto fuori un aspro dibattito. E c'è anche chi dice, non essendo pro-Tesei o pro-Bori, che sarebbe meglio collaborare in nome dell'Umbria piuttosto che farsi così la guerra in piena pandemia.  Pastorelli ha risposto inserendo in un contesto diverso le accuse lanciate dal capogruppo Pd e spiegando i dati: “Ci preme precisare, innanzitutto – ha osservato Pastorelli -, che la notizia, così come riportata dalla sinistra, sia totalmente strumentale. I dati a cui si riferisce il Pd umbro, infatti, fanno riferimento esclusivamente al periodo 16-22 febbraio, quando l’Umbria era nel pieno della terza ondata. Si tratta del cosiddetto tasso di “’mortalità grezzo’ riferito a certi parametri e in relazione solo a un determinato lasso di tempo. Oggi la realtà è totalmente diversa: l’Umbria, grazie alle restrizioni adottate per il contenimento delle varianti, prese a modello anche dal Governo nazionale, sta uscendo dalla fase critica mentre, purtroppo, altre regioni ci stanno entrando”.

Secondo i dati del ministero della Salute aggiornati al 2 marzo il tasso di letalità della regione Umbria, dall’inizio della pandemia, risulta essere tra i più bassi in Italia. "E questi sono dati reali, oggettivi, verificabili” ha ribadito Pastorelli "A noi questa sua presa di posizione appare come una vera mancanza di rispetto al lavoro dei medici, degli infermieri, di tutto il personale sanitario che si sta battendo ogni giorno per curare persone e salvare vite e, sinceramente, ci sembra una mancanza di rispetto anche nei confronti delle persone decedute e dei loro cari”.

Il capo della Lega in consiglio regionale chiede a Bori di fare un passo indietro: cancellare il post dalla pagina Facebook. "Dovremmo forse dire che i morti dell’Emilia Romagna sono responsabilità di Bonaccini? Che i morti del Lazio sono responsabilità di Zingaretti? Non ci abbasseremo mai a questo livello. Fino a ieri gran parte dell’Umbria conosceva la sua predisposizione alla strumentalizzazione dei fatti. Oggi il consigliere Bori è andato oltre".

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