Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

"Il Museo Post non è un luogo abbandonato: lo abbiamo rilanciato. Ancora fake news dalla Ferdinandi"

La risposta dell'ex presidente Gatti: era in crisi per i tagli ministeriali, il tfr dei lavoratori non accantonato e un contratto di lavoro errato che è costato un sacco di soldi dopo una causa

L'avvocato Francesco Gatti, eletto consigliere comunale con Perugia Civica, e già presidente del Post (dimessosi all'indomani della candidatura) non ci sta e contrattacca: “Ho sentito adesso al TGR che per Vittoria Ferdinandi il POST sarebbe uno dei luoghi della cultura 'abbandonati' dall'amministrazione comunale". Gatti è stato indicato come presidente della Fondazione Post dal sindaco Andrea Romizi in un momento di estrema difficoltà dell'ente museale a causa dei tagli ministeriali e ha avviato un profondo progetto di riforma, approvato dal consiglio comunale di Perugia.

"Non avrei mai voluto parlarne, ma, quale ultimo presidente della Fondazione, dimessomi in vista della mia candidatura, mi trovo -per forza- a dire alla dottoressa Ferdinandi che, prima di parlare, dovrebbe informarsi - scrive l'avvocato Gatti - Dovrebbe informarsi sui 7 dipendenti i cui TFR non erano stati accantonati da chi mi aveva preceduto; dovrebbe informarsi su una causa di lavoro per un contratto irregolare del 2007 che è caduta come un macigno sui bilanci tra il 2019 e il 2021. Dovrebbe informarsi - forse l'ignora - sulla chiusura dei musei per la pandemia tra il 2020 e il 2022. Dovrebbe informarsi sulla riduzione, attualmente, del contributo ministeriale a 12.500 euro all'anno dalle centinaia di migliaia di un decennio prima. Dovrebbe informarsi, infine, sulla modifica dello statuto votata all'unanimità dal sottoscritto, dal professor Giacomo Giorgi e dalla dottoressa Michela Angeletti, votata in Comune da maggioranza e opposizione PD (seduta 23 del 26 giugno 2023), e votata all'unanimità in Provincia (altro socio fondatore), per l'ingresso di un nuovo socio privato che ha portato non solo le competenze, ma anche denari per sanare il pregresso e ripartire. Forse la dottoressa Ferdinandi lo ignora, ma i fondi non potevano essere apportati dai soci pubblici, pena responsabilità contabile (nemmeno le basi, per chi ambisce a governare una città)".

La nota sul Post prosegue con quello che è avvenuto nel tempo, con la struttura che si è allargata andando a ospitare il Digital Pass per i cittadini e "dovrebbe, infine, prima di parlare, fare un salto in sede, e vedere i circa 100 bambini che ogni giorno, venendo da tutta la regione e da fuori, frequentano il nostro centro della scienza, con grande sacrificio, impegno e competenza delle mie ex dipendenti, che hanno dato, e danno, ogni giorno tutte loro stesse - conclude Gatti - Un brutto scivolone, offensivo per le istituzioni, anche quelle che la sostengono, per le lavoratrici e per la città tutta. Uno scivolone che è indice dell’approssimazione con cui la dottoressa Ferdinandi, forse distratta dalla ricerca della felicità, tratta temi veri e concreti che hanno a che fare in primo luogo con la tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Il Museo Post non è un luogo abbandonato: lo abbiamo rilanciato. Ancora fake news dalla Ferdinandi"
PerugiaToday è in caricamento