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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Multinazionale delle Chiacchiere | Ad Assisi l'inciucio Pd-Centrodestra in consiglio comunale. Ecco come alimentare l'astensionismo

Al pronti, partenza e via... ed è già autogoal sia per la maggioranza del sindaco Proietti che per il centrodestra all'opposizione. Ecco cosa è successo per far fuori quei civici che ad Assisi hanno ottenuto quasi il 30 per cento

Vi ricordate il giorno dopo i risultati elettorali per le amministrative? Tutti, e dico proprio tutti, anche chi ha vinto, si è interrogato (a chiacchiere) sul perchè quasi un cittadino su due non è andato a votare. Tutti, ma proprio tutti, a strapparsi le vesti con la promessa che avrebbe fatto di tutto per ridare fiducia agli sfiduciati, agli schifati o a coloro che sono convinti che sono tutti uguali. Da destra, passando al centro fino a sinistra. 

Poi però quando ti metti seduto su una poltrona - in questo caso una poltroncina rispetto a quelle che contano - tutto viene dimenticato o peggio ancora tutto viene ignorato. Ed ecco qua che quel "sono tutti uguali" da qualunquista diventa drammaticamente realista. Accade ad Assisi che i nemici feroci -  usciti da una campagna elettorale anche dura - il Pd e il centrodestra alla luce del sole - spettacolare! - hanno fatto un accordo talmente innaturale che a confronto il Patto del Nazzareno è un peccatuccio veniale. 

Pd e centrodestra - si parla di 5 consiglieri su 6 - sono ufficialmente alleati tanto da eleggere a sorpresa un presidente dell'assemblea comunale in quota democratici che si era candidata contro quello - in quota liste civiche che ad Assisi hanno preso quasi il 30 per cento - che in teoria doveva essere espressione della maggioranza del sindaco Stefania Proietti. Due candidati della stessa maggioranza... niente male come inizio. La Proietti sarà contenta dopo che aveva giurato di essere lontana dalla vecchia politica, fatta di accordi e pastette. Dopo le prime due votazioni andate a vuoto - come era previsto -, c'era anche la candidatura delle opposizioni soltanto per una questione di "bandiera", alla fine con maggioranza semplice è passata la candidata del Pd e non della maggioranza voluta e votata dal popolo sovrano di Assisi. 

Quello che non piace di questo accordo e il non detto: perchè è stato fatto? In cambio di cosa? Magari di niente ma siamo sicuri? Quello che non piace di questo accordo che va contro il volere degli elettori sia di quelli che hanno vinto che di quelli che hanno perso credendo però in dei valori, in un programma. Quello che non piace di questo accordo è che furbetto, anzi furbissimo. Oltre che ulteriore sputtanamento sulla politica e sui partiti, non comporterà nessun rischio per chi ha votato e deciso di farlo: siamo all'inizio della legislatura e quindi nessuna crisi è seria e in grado di mettere all'angolo i franchi tiratori. 

E pensare che per molto meno sono stati espulsi assessori e consiglieri comunali in quota Lega a Spoleto perchè avevano manifestato, insieme a pezzi dell'opposizione, per la difesa dell'Ospedale della città nel mirino della gestione regionale Covid. Andarono contro il volere del partito e della maggioranza regionale ma restando fedeli al loro sindaco, giusto o sbagliato che sia stato. Cosa diversa di un voto comune e innaturale in aula. Ad Assisi non ci sarà nessuna purga politica all'interno del centrodestra anche perchè ci sono equilibri di corrente da trattare con i guanti bianchi. 

Ora dopo questo fatto di Assisi è difficile dire a quell'elettore-cittadino-non-votante che sbaglia nell'urlare che "tanto sono tutti uguali". Ma sarà ancora più difficile spiegare che andare a votare è importante quando poi in consiglio si fanno accordi tra pezzi di maggioranza e opposizione. 

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