Nicola Bossi

Direttore Responsabile

Multinazionale delle Chiacchiere | Il caso Monni: il suo 1,4% varrà davvero una "partecipata" anche dopo il ballottaggio?

In molti hanno avuto consensi elettorali più consistenti del potenziale esprimibile da Monni e che quindi vedono di malocchio un'intesa con la Ferdinandi

A Perugia con la polarizzazione sin dal primo momento tra centrodestra e centrosinistra della competizione elettorale, di fatto tutte le piccole candidature pseudo centriste sono state spazzate via. E quindi ecco lo "zero virgola" sia per Baiocco che Caponi e "1 virgola" per Massimo Monni che minacciando risultati a due cifre già si era immaginato di diventare il famoso ago della bilancia. Forse le sue origini socialiste gli hanno fatto ricordare le strategie craxiane della "prima repubblica", ma non è andata proprio così per il candidato di "Perugia Merita". 

Infatti con l’appoggio di una parte di Italia Viva ed il presunto supporto di ambienti vicini al vecchio Pd (cancellato da Bori dopo il processo sanitopoli) e della consigliera regionale Donatella Porzi (vicina sia a Tempi Nuovi di Fioroni nuovi e anche ad Azione ) ha ottenuto 1,4 per cento. 

In queste ore si sta consumando una querelle tra il candidato Monni  che sostiene essere stato corteggiato dalle due contendenti che gli avrebbero offerto assessorati e presidenze di partecipate. Tanta roba per neanche un apparentamento e solo per potenziali 200-300 voti che in teoria sarebbe possibile indirizzare. Gli altri pochi voti dei singoli candidati per volere dello stesso Monni, sono stati liberati lasciando libertà di voto rispetto alle sue indicazioni personali. 

Monni sembrerebbe più indirizzato ad accettare la presidenza di una partecipata (addirittura la Gesenu...mica la società di pizza&fichi). In molti tra i candidati di destra e di sinistra stanno osservando con attenzione questo teatrino che sembra piu’ un monologo, in quanto in molti hanno avuto consensi elettorali più consistenti del potenziale esprimibile da Monni e che quindi vedono di malocchio un'intesa di chi in contrapposizione feroce con Romizi o con il vecchio centrosinistra oggi si autocandida ad ago della bilancia. In un post diventato virale si evidenzia come sia più conveniente perdere in malo modo le elezioni piuttosto che vincerle.

Ma la storia ci insegna anche "che chi entra in conclave da Papa ne esce cardinale" e quindi per Monni ed i suoi soci di cordata potrebbe profilarsi soltanto un investitura da prete di campagna. Ma Monni non vive di politica avendo un mestiere o uno studio di grande successo. Diciamo che questo suo voler essere protagonista nei giorni del ballottaggio con 1,4% o è goliardia o gioco d'azzardo. Tra qualche mese sapremo cosa avrà pescato nel mare torbido della politica ai tempi del testa a testa Scoccia-Ferdinandi

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