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Multinazionale Chiacchiere, il caso dei dipendenti dei servizi per l'impiego: bravi, produttivi, laureati e... a casa?

Precari da una vita e dopo la riforma della provincia e le decisioni della Regione... ancora più precari. Anzi quasi disoccupati. E pensare che sono ai vertici delle classifiche per rendimento...

E' uno strano Paese il nostro. Anzi è una strana Regione la nostra. Si scrive con enfasi che ora la Regione può tornare ad assumere e che sono stati scongiurati gli esuberi in provincia - tutti ricollocati - fatta eccezione di 4 posizioni individuali. Poi però, 24 ore dopo, un gruppo di lavoratori pubblici precari, laureati e in cima alle classifiche per rendimento e che per giunta si occupano delle fasce deboli di questa benedetta regione, annunciano di essere prossimi ad essere sbattuti fuori dopo anni di servizio perchè né il Governo né la Regione hanno le idee chiare sul futuro dei servizi per l'impiego, servizi per le imprese per l'occupazione e accompagnamento al lavoro.

Una 50ntina di lavoratori che ogni anno hanno erogano qualcosa come 140mila prestazioni ad utenti disoccupati ed appartenenti alle fasce deboli, servizi, peraltro, che si sono distinti ai primi posti in Italia nell’ambito del Programma Garanzia Giovani. Una parte sana della macchina pubblica di casa nostra che rischia invece di andare a casa (chi precario) o in mobilità (chi con il contratto a tempo indeterminato) alla faccia degli esuberi zero e del tutti ricollocati.

"Chiediamo a gran voce - scrivono le Rsu della Provincia - vengano prorogati rapporti di lavoro a termine in scadenza il 31 dicembre 2016, in funzione di un processo che consenta il definitivo superamento di un precariato cronico non più accettabile, anche in considerazione dello sblocco delle assunzioni e della proroga della validità delle graduatorie concorsuali, mediante le quali sono stati assunti a tempo determinato i precari, che consentirebbe un futuro percorso di  stabilizzazione, entro il 31/12/2017".

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