Amianto, aspettando la mappa dei siti e le bonifiche (promesse)...120 morti e 220 malati. "Il peggio non è passato"

Tre anni fa la Giunta regionale aveva preso un impegno per iniziare a bonificare le strutture a rischio e istituire un fondo per le vittime. Ma a che punto siamo? Le preoccupazioni del capogruppo 5 Stelle

Sono passati quasi tre anni (maggio 2016) dal voto favorevole del consiglio regionale - ai tempi della Porzi presidente dell'assemblea e della Marini imperante in Giunta - quando venne approvata la mappatura dei siti in cui sono presenti manufatti di cemento – amianto (dagli ospedali, passando per vecchie strutture industriali fino ad arrivare a case popolari e addirittura condotte dell'acqua). Una mappatura che ovviamente doveva rappresentare un punto di inizio per una bonifica mirata in nome della salute pubblica. L'amianto, ormai è tristemente risaputo, essere altamente cangerogeno.

Ma a 3 anni da quel buon proposito che cosa è stato fatto veramente? A che punto siamo con la mappatura? Il lungo silenzio di questi anni non fa ben sperare. Ora però ci sarebbero anche risorse importanti stanziate dal governo per l'Umbria per finanziare la bonifica almeno dei siti più a rischio. Il capogruppo dei 5 Stelle, Thomas De Luca, è tornato a bussare alle porte della Giunta dove nel frattempo sono cambiati i macchinisti del vapore (la Tesei è la nuova presidente) per fare il punto sul passato e capire come agire in tempi rapidi per sfruttare le risorse ora a disposizione.

“La Giunta regionale spieghi se è stata effettuata la mappatura e quale iniziative per la bonifica sono state individuate" ha scritto il neo-consigliere regionale  "Tra gli accordi del 2016 l'accordo sullo smaltimento con aziende locali l’istituzione di un censimento dettagliato dei siti in cui vi sia l’istituzione di un Fondo regionale in favore delle vittime dell'amianto”. Il rischio amianto non va più sottovalutato anche perchè l’Umbria - secondo i dati citati da De Luca - continua a pagare un tributo di vite pesantissimo legato agli effetti di questo materiale sulla salute umana. Nel 2019 sono state 120 le vittime e 220 persone soffrono di patologie ‘asbesto correlate’. "Il picco di patologie determinate dall'esposizione a tale materiale avverrà tra il 2025 ed il 2030": ha concluso De Luca. Cosa aspettiamo? E' in ballo la salute di noi umbri.

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