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Bando Periferie, Perugia rischia di perdere 16 milioni per Fontivegge: "Danno gravissimo per la città"

L'assessore comunale e deputato Prisco: "Perugia perde sicurezza e posti di lavoro"

La battaglia è in corso. L'obiettivo è quello di salvare il rilancio di Fontivegge dopo il pasticciaccio al Senato con l'approvazione unanime dell'emendamento al decreto milleproroghe che spedisce in congelatore il Piano Periferie. E con lui i 16 milioni di euro per la riqualificazione. Giusto per ricordare: tutti i senatori umbri, all'unanimità, hanno detto sì allo stop. Ora alla Camera si spera e si lotta per ribaltare la situazione. E lì, come parlamentare e assessore all'urbanistica del Comune di Perugia, c'è Emanuele Prisco che "non ha intenzione di arretrare neppure di un passo" e come capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione affari istituzionali alla Camera dei Deputati annuncia di dare "battaglia sul decreto ‘milleproroghe’ per difendere i fondi destinati a Fontivegge".

Pochi giorni fa, l'assessore Fioroni, il padre creativo della rinascita di Fontivegge, aveva lanciato un appello a tutta la città per salvare i progetti per il quartiere. E ora c'è anche Prisco: "Sarebbe gravissimo non recuperare questo errore – spiega il parlamentare in una nota -. Un danno incalcolabile alla sicurezza della città di Perugia e di molte altre città d’Italia, un danno alle imprese e ai privati che avevano pensato di investire nel quartiere della stazione".

Il Comune di Perugia era già nella fase operativa del progetti finanziati dai 16 milioni. E lo stop complica molto le cose: "Quel progetto – sottolinea l’assessore – avrebbe portato ossigeno all’economia della nostra città creando nuovi posti di lavoro e offrendo opportunità mai avute finora per le start-up. Sicurezza e lavoro rappresentano le priorità per Perugia perciò, su scala nazionale, il governo faccia la sua parte confermando le risorse assegnate". Prosegue il deputato: "La maggioranza ha cancellato il provvedimento pensando che i capoluoghi siano in prevalenza governati dal Pd decidendo di distribuirli a tutti i comuni in una logica spartitoria. Equità? E’ giusto liberare spazi di bilancio ma non può esserci una sproporzione così esagerata tra ciò che viene sottratto e ciò che viene concesso agli amministratori locali. In fondo quest’azione consentirebbe di recuperare risorse da utilizzare in finanziaria a tutto discapito delle imprese locali con le quali il Comune aveva messo in piedi rapporti e creando aspettative di business". 

Messaggio finale al Governo e ai parlamentari umbri: "Non si possono cancellare fondi già impegnati – conclude Prisco – eludendo il duro lavoro degli ultimi anni concentrato in particolar modo sul rilancio di Fontivegge. Venga cancellato questo provvedimento".

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