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Perugia senza il Mercato Coperto non è una città, "ma c'è chi lo dà già per morto"

Critica serrata del MoVimento 5 Stelle alla Giunta Boccali e alla gestione del Mercato Coperto: "In verità per l'attuale amministrazione è già finito nel dimenticatoio"

Le amministrative sono alle porte e mentre il Pd decide se prepararsi o meno alle primarie e il Pdl cerca il suo candidato, c’è chi sferra un attacco dietro l’altro per disintegrare l’operato di un “ventennio”, come è stato definito, di “amministrazione rossa”. È il caso del Movimento 5 Stelle che questa volta scende in campo al motto di: “Una città senza mercato non è una città”, riaprendo così il dibattito sul Mercato Coperto e i suoi 2.500 metri quadri dove coabitano, senza problemi di spazio, 14 attività, 3 nel settore alimentari (al piano di sotto) e le restanti dedicate alla vendita di vestiti al piano di sopra.

Una critica, quella dei grillini, che non ha mezzi termini: “Il Mercato Coperto è il resto vivente di una tradizione millenaria della cultura economica di questa città che, come ogni città medievale, raccoglieva al proprio interno i prodotti del contado e degli opifici circostanti per permetterne ai cittadini l'acquisto e la rivendita in spazi pubblici, il tutto in una prospettiva di pubblica utilità e aggregazione”. Ma se questo è funzionato fino a pochi anni fa c’è chi, a loro dire, “in 20 anni di amministrazione ha distrutto 9 secoli di storia per dare in pasto la città alla cementificazione e alle lobby delle cooperative rosse”.

E nonostante le promesse di Palazzo dei Priori, il MoVimento 5 Stelle rimarca sul fatto che “in verità per l'attuale amministrazione il mercato coperto è già nel dimenticatoio e lo testimonia l'assenza di un progetto di recupero nel dossier di Perugia 2019, che lo include sbadatamente fra i vari posti disponibili per avviare delle imprecisate attività creative, e lo nomina con un epiteto sgradevole: ex Mercato Coperto, mettendo così la parola fine a qualsiasi speranza per la sua riabilitazione sociale e commerciale”.

E non importa se Boccali&Co vogliono “far credere di fare qualcosa”, perché per il gruppo politico con le 5 stelle, questo grande interesse per la città è “dovuto solo da un clima pre-elettorale”. Perciò cassati ”gli arresti in massa di magrebini, le mostre, la festa di carnevale, il mercatino e soprattutto i progetti di riqualificazione di spazi critici”, perché è “tutto frutto di una campagna elettorale nei fatti già iniziata”.

Dalla critica alla proposta – Il M5S di Perugia crede che lo spazio per il mercato debba rimanere pubblico e che vada riqualificato con un intervento strutturale e impiantistico leggero e immediato che permetta l'istituzione del primo mercato cittadino, quotidiano, permanente e di qualità, per prodotti a filiera corta (Coldiretti) e biologici (AIAB); su questa base economica si può poi strutturare un progetto di sviluppo di startup per la ristorazione in stile streetfood, con prodotti tipici controllati, così da creare un luogo dai forti connotati identitari come esistono in tutte le belle città del mondo.

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