Regionali, Salvini a Perugia, Deruta, Foligno e Giano: "Non vi promettiamo miracoli, ma impegno e rispetto"

"Chi sceglie la lega prima vengono gli italiani e poi il resto del mondo perchè chi è qui da 30 anni ha dei diritti in più di chi è sbarcato appena ieri"

Il tour elettorale di Matteo Salvini, in vista delle elezioni del 27 ottobre, stavolta ha avuto come tappa principale Perugia, il capoluogo di Regione. Il leader della Lega ha fatto un comizio a Pian di Massiano, nel giorno del mercato cittadino, spiegando i progetti della Lega, quelli della coalizione guidata da Donatella Tesei e attaccando il Governa nazionale sulle tasse e non sono mancate stoccate anche per Di Maio e  Poi è stata la volta di una visita al Museo delle Maioliche a Deruta e sempre nella città della ceramica c'è stato un pranzo aperto ai simpatizzanti e ai cittadini al Ristorante il Papiro (oltre 300 persone).  Nel pomeriggio tappa a Giano dell'Umbria e Foligno. 

NON FACCIAMO MIRACOLI - "Voglio essere chiaro: io non prometto miracoli, non ho la bacchetta magica. Io non vi dico votate la Lega e in 15 giorni risolviamo tutti i problemi del mondo. Io vi prometto soltanto 5 anni di lavoro con il massimo impegno, con onestà per tutti gli umbri senza guardare la tessera in tasca. Tutti i lavoratori non solo gli amici, tutte le imprese non solo quelle a noi vicine". 

PD E M5S MAI IN MEZZO ALLA GENTE - "Andiamo a votare in Umbria, in anticipo rispetto alla fine della legislatura, perchè hanno arrestato l'assessore alla sanità del Pd, il segretario regionale del Pd e hanno indagato la Presidente della Giunta regionale del Pd. Tutto questo da una indagine partita da un esposto dei 5 Stelle. E sapete cosa hanno fatto questi fenomeni? Si sono alleati in Umbria con il Pd. Una scelta imbarazzante. E infatti, se ci fate caso, quando vegono in Umbria i Di Maio, gli Zingaretti e gli altri non vanno nei mercati, non vanno nelle piazze, in mezzo alla gente... vanno al chiuso perchè hanno vergogna di farsi vedere dagli umbri, e fanno bene"

L'APPELLO AL VOTO - "Io posso parlare alle piazze ma non suonare a tutti i campanelli. Vi chiedo di andare casa per casa e parlare alla testa e al cuore di chi non vuole andare a votare. Il treno, dopo 50 anni, per l'Umbria passa solo domenica 27 ottobre".

DI MAIO E ZINGARETTI - "Che cosa dicono Di Maio e Zingaretti ormai da giorni: il voto in Umbria non è poi così importante. Significa che hanno paura perchè hanno capito che perderanno. Fateglielo vedere voi quanto non è importante".

LA VOGLIA DI CAMBIAMENTO - "La cosa che mi riempe di gioia in giro per l'Umbria è che trovo tanta gente che mi dice: 'ho votato a sinistra da una vita'. E poi aggiungono: 'io il 27 ottobre voto la Lega perchè hanno tradito gli operai'. Ormai nelle sedi del Pd ci sono più banchieri che impiegati, precari e artigiani. Adesso dicono agli elettori, sotto campagna elettorale, che vogliono cambiare l'Umbria, che sono pronti ad un nuovo sviluppo. Ma perchè non lo hanno fatto quando erano al Governo? Noi non abbiamo governato in Regione neanche un posacenere, possiamo dunque essere messi alla prova. Noi sì, loro hanno già dimostrato cosa non sanno fare".

I PROVVEDIMENTI PER L'UMBRIA - "Provvedimenti da adottare quando saremo al Governo dell'Umbria: ridurre le liste di attesa lunghe addirittura due anni, trasparenza nei concorsi pubblici: assumere i migliori e non i raccomandati. Chi sceglie la lega prima vengono gli italiani e poi il resto del mondo perchè chi è qui da 30 anni ha dei diritti in più di chi è sbarcato appena ieri. Semplificazione delle procedure per chi investe in Umbria, per la ricostruzione, per chi assume. Una regione amica e non una regione che ti rimpie di fogli per ogni richiesta o autorizzazione. Infrastrutture: strade, ferrovie, aeroporto dell'Umbria che funziona. Perchè il turismo è il petrolio dell'Umbria ma se non ci sono i collegamenti e i mezzi necessari come puoi portare i turisti qui. Vi ricordo che i geni del Pd hanno pubblicizzato l'Umbria mettendo foto della Toscana"

IL MALGOVERNO - "Sto incontrando imprenditori agricoli che aspettano i contributi, legittimamente dovuti, da 4 anni. Uno fa in tempo a fallire più volte aspettando questi soldi mentre in Regione dormono. Hanno altre urgenze piuttosto che sostenere il lavoro e chi lavora".

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SOLO TASSE, SEMPRE TASSE - "A Roma litigano su tutto. Ora spunta persino una tassa sui telefoni, lo dice il Sole 24 Ore. Ci hanno spiegato che volevano fare un Governo per non far aumentare le tasse e in un mese hanno previsto o discusso: la tassa sulle merendine, sul pagamento in contanti (ennesimo regalo alle Banche), sulle badanti, la rimodulazione dell'Iva che vuol dire aumentarla mascherandola". 

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