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Ovazione al Capitini....entra Matteo Renzi: in pillole l'intervento-programma

Governo, legge elettorale, immigrazione, primarie e banche e altro ancora: il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sbanca alla sala congressi del Capitini a Perugia. Il suo pensiero da campagna elettorale per le primarie dell'8 novembre

Arriva con quasi un'ora di ritardo rispetto all'orario ufficiale. Ma la platea - tutto esaurito al Capitini - lo accoglie con una ovazione degna di una star calcistica all'ingresso del rettangolo verde. Matteo Renzi, per adesso solo sindaco di Firenze, è ormai la grande speranza del centrosinistra anche per i simpatizzanti del Pd dell'Umbria. Pochi giorni fa per la prima volta è stato il più votato dai tesserati democratici nelle primariette per selezionate tre dei quattro candidati alla segreteria nazionale del Pd che si giocherà con una primaria aperta a tutti il prossimo 8 dicembre. Ecco il Renzi Pensiero.

BASTA UN GOVERNO CHE FA CATENACCIO - "C'è bisogno di un'Italia che non stia ferma sullo zero a zero, serve un'Italia che sa rischiare, pronta a cogliere le sfide globali, il pareggio non basta più. Bisogna superare la situazione in cui sembra che nessuno possa fare niente".

LEGGE ELETTORALE - "Se la politica italiana avesse messo bocca durante il Conclave, anzichè Bergoglio si sarebbero affacciati sette Papa. Abbiamo l'unica legge in cui vincono tutti. Io ne voglio una con tre caratteristiche cioè: chi vince, vince; chi vince, governa; chi vince, governa per 5 anni. Difficile? No, già ce l'abbiamo: e' quella dei sindaci". 

IMMIGRAZIONE - "Subito lo ius soli. Credo che La Pira apprezzerebbe, ma, indipendentemente da questo, è urgente e necessario farlo. Cambiamo verso alla Bossi-Fini. Ci sono battaglie giuste che vanno fatte, anche se controcorrente".

PRIMARIE APPELLO - "Basta parlare di ieri, vogliamo imporre il futuro alla politica italiana. L’8 dicembre avrete l’opportunità di cancellare ogni alibi. Se centinaia di migliaia di persone andranno a votare potremo davvero cambiare verso. C’è bisogno che in tanti facciano la fatica di schiodarsi di casa e andare ai gazebo: possono votare tutti, senza tessere, senza registrazioni. Siamo cresciuti con l’idea che tutto andasse bene, che la ricchezza potesse sempre crescere. Poi il giochino si è rotto ed è come se i nostri sogni si fossero ristretti: sogni e progetti sono diventati più piccoli. Se in tanti andremo a votare, potremo davvero cambiare verso e riprenderci i nostri sogni.

BANCHE - "Il sistema delle banche ha difeso gli amici degli amici e stretto il sostegno alle piccole realtà e famiglie. Ma qui bisogna avere il coraggio di dire: fuori la politica dalle banche, fuori le banche dall'editoria. Chi ha orecchie per intendere intenda".

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