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Parlamento, i deputati umbri leghisti contro cannabis libera e Ius Scholae. "Siamo al Governo per problemi seri...". Ecco di cosa si tratta

Per le droghe leggere si cerca il voto favorevole per la coltivazione ad uso personale. Altro fronte quella cittadinanza italiana più veloce

“La Lega chiederà lo stop dell’iter in Parlamento dei provvedimenti su legalizzazione della cannabis e Ius Scholae”. Lo hanno annunciato i parlamentari della Lega Umbria Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Valeria Alessandrini, Luca Briziarelli, Simone Pillon e Stefano Lucidi. “Matteo Salvini ha scelto di far parte di questo Governo per un motivo preciso, lavorare per il bene del Paese e degli italiani. Secondo noi oggi le priorità sono il lavoro, abbassare le tasse, aiutare i cittadini a pagare le bollette e sostenere le imprese in un periodo di crisi profonda. Non possiamo tollerare che Partito Democratico e Movimento 5 Stelle tengano in ostaggio il Parlamento con battaglie puramente ideologiche per legalizzare le droghe e regalare cittadinanze agli immigrati".

Secondo i deputati leghisti l'agenda dei lavori del centrosinistra va contro le richieste degli italiani ai tempi della crisi: "E’ un insulto a milioni di cittadini italiani in difficoltà. Una follia alla quale come Lega non ci sentiamo di partecipare”.

Ma che cosa è lo ius scholae? Secondo il testo pronto per essere dibattuto dall’Aula della Camera, la cittadinanza italiana può essere acquisita da: il minore nato in Italia da genitori stranieri; il minore straniero che ha fatto ingresso in Italia prima di compiere i 12 anni di età. Il bambino o ragazzino deve avere la residenza legale in Italia e deve aver frequentato regolarmente nel nostro Paese per almeno cinque anni: uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione; oppure percorsi di formazione per il conseguimento di una qualifica professionale. Insomma una cittadinanza per meriti scolastici. La proposta è stata rinviata. 

Legalizzazione marijuana - Il testo base approvato in commissione giustizia prevede la legalizzazione dell’autoproduzione a fini personale e a livello domestico per un massino di 4 piante femmina. Previste pene più soft per il traffico e spaccio di droghe considerate leggere (fino a massimo due anni e multa da 2mila euro) mentre inasprimento delle pene per le droghe pesanti: la reclusione da 6 mesi a 4 anni e una multa fino a 10.000 euro
 

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