Manovra, Guasticchi: "Soppressione province è decisione irresponsabile"

Secondo il presidente della Provincia, Guasticchi la decisione del Governo di cancellare le province al di sotto dei 300mila abitanti sarebbe irresponsabile

Marco Vinicio Guasticchi, presidente della Provincia di Perugia

Per il Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi la soppressione delle Province contemplata nella Manovra del Governo rischia di destabilizzare l’ordinamento costituzionale.

Guasticchi crede che saranno i cittadini a subire il contraccolpo della Finanziaria sull’erogazione dei servizi: "La decisione irresponsabile appena varata dal Consiglio dei Ministri con l’approvazione del ddl costituzionale per la soppressione delle Province rischia di destabilizzare l’ordinamento costituzionale e di creare seri problemi alla vita dei cittadini”.

Il presidente dell'ente provinciale spinge verso la mobilitazione per un vero riordino del sistema istituzionale dello Stato: "Dopo tutta una serie di balletti sulle misure del provvedimento, si è giunti a questa manovra ‘week-end’ che colpisce fortemente enti locali e cittadinanza.

Si è voluto cavalcare – ha precisato Guasticchi – l’ondata populista e demagogica fomentata da esponenti politici i quali non hanno avuto altre illuminate intuizioni per risollevare il Paese dalla crisi se non quella di fare delle Province l’agnello sacrificale degli sprechi e dei privilegi della politica, sprechi e privilegi deprecabili che, da sempre, sono sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha mai voluto veramente intaccare. Si pensa oggi, sacrificando le Province, di risolvere problemi annosi che sono altrove e chiaramente identificabili. Così, si va a tagliare poco più dell’1% dei costi della politica. Tutto questo colpisce gravemente un livello vitale della democrazia e numerosi servizi che questo livello offre, oggi, ai cittadini i quali vedranno questi servizi, oggi erogati, sempre più lontani: parlo di servizi al mercato del lavoro, di viabilità, di edilizia scolastica e trasporti, ma anche di cultura e di turismo e di aiuti al sociale. Mi chiedo se è questo il modo di affrontare progetti e investimenti per il rilancio il nostro Paese verso lo sviluppo, per lottare contro la precarietà e la disoccupazione dei giovani e per rilanciare l’economia delle nostre imprese”.

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