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Malati psichiatrici socialmente pericolosi , Squarta chiede l'istituzione di una residenza protetta in Umbria

Il presidente dell'Assemblea legislativa regionale: "Una decina di persone risultano ricoverate al reparto psichiatrico o ai domiciliari, ma non c'è sicurezza"

Istituire un Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza per i detenuti incapaci, ma ritenuti socialmente pericolosi. L'Umbria non ha una struttura simile e, in passato come nel caso di Luigi Chiatti, ha dovuto pagare le rette (molto sostanziose) ad altre regioni italiane dove erano rinchiusi pazienti umbri.

Il presidente dell'Assemblea legislativa Marco Squarta ha avanzato ufficialmente una richiesta di istituzione di una Rems in Umbria, ritenuta necessaria per ospitare tutti gli "autori di reati dichiarati incapaci, ma socialmente pericolosi" che "devono essere curati in strutture sanitarie protette. Ne va della sicurezza di tutti".

Per Squarta "non si comprendono le ragioni secondo cui le precedenti Giunte di sinistra abbiano deciso di non dotare il nostro territorio, con circa 900 mila residenti, di una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza - dichiara - La creazione di una struttura in grado di ospitare persone che hanno commesso reati dichiarate incapaci di intendere e di volere, per le quali la legge non prevede il carcere, è indispensabile affinché queste vengano curate in complessi sanitari attrezzati per lo scopo".

Nelle Rems i soggetti potenzialmente pericolosi, che non possono essere trattenuti in carcere, sono seguiti da infermieri e operatori sanitari che, insieme alla somministrazione delle terapie, nei fatti, impediscono ai pazienti di allontanarsi.

"In Umbria non esistono Rems e nel 2013 la Regione ha deciso di appoggiarsi alla Toscana per avere alcuni posti alla Rems di Volterra. Lì, però, il più delle volte la disponibilità è minore rispetto alle nostre esigenze e le liste d'attesa sono particolarmente lunghe - afferma Squarta - E' per questa ragione che due persone responsabili di gravissimi delitti sono state tenute per un anno al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura oppure al Repartino, con rischi e responsabilità decisamente troppo alti per tutti".

Nella provincia di Perugia sono una decina le persone che dovrebbero essere collocate nelle Rems e che, invece, sono sottoposte a misure di sicurezza in quanto pericolosi socialmente, ma inadatti al carcere. Persone che sono piantonate al reparto psichiatrico o agli arresti domiciliari, ma con pochi controlli e il rischio di fuga.

"Collocare queste persone nella struttura protetta fuori regione comporta un aggravio superiore importante per le casse pubbliche - conclude l'esponente di Fratelli d'Italia - Per tutte queste ragioni è indispensabile realizzare in Umbria una Rems con una capienza di una decina di posti e, più in generale, sono necessari maggiori investimenti nei trattamenti psichiatrici".

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