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Ipotesi Macroregione, Bori (PD): “Più servizi ai cittadini e competitività globale”

Un’ipotesi, quella della Macroregione per i giovani amministratori ANCI, che sia un orizzonte concreto a cui mirare e un percorso partecipato dalle istituzioni e dai cittadini

Umbria, Marche e Toscana in un’unica macro regione che possa rafforzare servizi, infrastrutture, senza intaccare l’identità culturale di ognuna di loro, ma valorizzando il Centro Italia per poter competere a livello globale.

È con queste premesse che, Federico Scaramucci (Coordinatore giovani amministratori ANCI Marche), Giacomo Mangoni (Coordinatore giovani amministratori ANCI Toscana) e Tommaso Bori (Coordinatore giovani amministratori ANCI Umbria), si sono riuniti stamane in conferenza stampa per aprire un dialogo sull’ipotesi di Macroregione formata da Umbria, Marche e Toscana; riflessione già aperta nelle settimane scorse dai governatori Enrico Rossi, Luca Ceriscioli e Catiuscia Marini per la fusione tra le tre regioni dell’Italia Centrale. Una macroregione da oltre sei milioni di abitanti ( il 10 % di tutta Italia) e con il 12 % del Pil nazionale.

Un’ipotesi, quella della Macroregione per i giovani amministratori ANCI, che sia un orizzonte concreto a cui mirare, ma non deve nascere dal basso, dalle identità comunali che ci contraddistinguono da sempre: non deve essere una fusione a freddo ma un percorso partecipato dalle istituzioni e dai cittadini.

“L’Italia, ricca di storia e arte, viene spesso citata come terra di realtà individuali-sottolinea Giacomo Mangoni, (Anci Toscana) – lavorare in sinergia significherebbe crescere e competere a livello internazionale, anche nei confronti dell’Unione Europea che di fatto, è portata ad interagire con soggetti ed aree molto vaste. Si pensi alla rappresentanza marginale, rispetto ad altre identità, che hanno le regioni italiane a Bruxelles”.

“Oggi vogliamo dare un messaggio-continua il Coordinatore giovani amministratori Anci Toscana- cambiare la cultura politica con un approccio civico. Ricordiamo come la storia del Centro Italia sia stata spesso schiacciata dalla forza economica del Nord e da quella numerica del Sud, siamo sempre stati nel mezzo, senza troppo potere contrattuale nei confronti delle Istituzioni”.

Ma che vantaggi apporterebbe in concreto, ai cittadini, il progetto della Macroregione? “Porterà vantaggio soprattutto per quanto riguarda l’integrazione dei servizi-spiega Tommaso Bori- servizi chiaramente più efficienti, e capacità di fare investimenti in un territorio, quello di Umbria, Toscana e Marche, per strutture e opere più grandi e realizzandole in tempi più brevi. Ma anche per competere con le imprese a livello globale, e per offrire ai cittadini il meglio in ogni settore. Si pensi ad esempio alla Sanità in Umbria, Marche e Toscana: un settore di eccellenza nel panorama italiano”.

“Il territorio di queste tre regioni-continua Bori-è caratterizzato da una forte identità comunale, e il ruolo dei Comuni non può essere che quello di fare da apripista in questo percorso, dato che i cittadini si sentono molto legati alle identità comunali. Mi auguro che non ci sia più un’elezione del Consiglio Regionale di Umbria, Marche e Toscana, ma che si proceda già dalla prossima volta a votare in un’unica Macroregione”.

Come ribadito da Scaramucci di ANCI Marche, deve essere un percorso di riforma che venga condiviso da cittadini, ed a breve, verrà anche aperto un social per condividere progetti con la cittadinanza ed una serie di iniziative insieme ad Anci Nazionale. 

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