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Legge regionale sui nomadi in Umbria, esulta la Lega dopo aver incassato il primo sì: "Sarà discussa in Commissione"

Parere positivo del Cal sulla proposta di legge della Lega riguardante l’abolizione dei contributi regionali ai campi rom”. Ad esprimere soddisfazione è il consigliere Lega Valerio Mancini che assieme al collega Fiorini rilancia: “ La nostra proposta di Legge approda finalmente in commissione: si apre così un iter legislativo che propone soluzioni di buon senso per combattere un fenomeni in continua espansione”. Ma la soddisfazione in casa Lega non è limitata alla sola approvazione di un atto. 

“La Marini perde la maggioranza anche all’interno del Cal – chiosano i due leghisti -  Finalmente il Consiglio delle autonomie si è liberato dal velo ideologico che lo ha accompagnato nel tempo. I comuni vinti all'ultima tornata elettorale sono stati determinanti per la decisione e approvazione di un atto di indirizzo e di buonsenso che inciderà, qualora trovasse esito positivo in Assemblea, nella quotidianità delle famiglie umbre.  Ringraziamo tutti gli amministratori che hanno dato il loro contributo in un dibattito equilibrato, attento e costruttivo: la legge presentata dalla Lega ha l'interesse di tutelare, da una parte i cittadini umbri da un fenomeno in continua espansione e dall’altra i minori, senza distinzione alcuna, nel tentativo di integrarli in un percorso di studio nel rispetto del diritto all'istruzione. Per questo che abbiamo chiesto l’abrogazione degli articoli che riguardano l’insediamento dei nomadi nel contesto sociale, la realizzazione dei campi di sosta  e dell’aree di transito, la sospensione di qualsiasi tipo di contributo regionale  riguardante la promozione della cultura nomade ma mantenuto l’art 337 del Testo Unico  in materia di Sanità e servizi sociali riguardante l’inserimento scolastico e professionale dei minori". 

"Troviamo giusto che i bambini appartenenti alla cultura Rom - conclude l'esponente leghista - debbano andare a scuola ed istruirsi se ciò non avvenisse come da normativa, ai genitori dovrebbe essere tolta la patri podestà come accade per gli italiani. La differenza sostanziale e' che noi non siamo contro questa cultura ma siamo per l'integrazione tenuto conto dell'obbligo all'istruzione e delle nostre tradizioni”
 

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