Elezioni, le coop umbre mettono a tacere tutte le voci: "Non abbiamo candidati amici, dialogo con tutti"

Il passato è sepolto, ora le 700 coop umbre - con 20mila lavoratori - non hanno colore, ma solo valori e proposte. La presa di posizione apolitica del presidente di legacoop Ricci

Le Coop umbre sono autonome, non fanno politica, non hanno candidati e dialogano con tutti. E' questo il messaggio in sintesi che Dino Ricci, vice-presidente Alleanza delle Cooperative italiane e Presidente Legacoop Umbria, ha voluto rimarcare pubblicamente nel giorno del confronto tra i candidati Tesei e Bianconi al Park Hotel di Perugia. Dichiarazioni importanti per allontanare troppe voci che si sono riversate sulla cooperazione umbra: dagli ex dirigenti critici con il Pd e la candidatura di Bianconi (l'ex potentissimo uomo Coop Centro Italia Raggi), alla candidatura di Fora esponente di Confcooperative (si è dimesso, una volta entrato in politica), alla vulgata popolare (forse valida un tempo) dell'intervento "politico" delle coop rosse. Gli stessi dipendenti e soci si sentono liberi di scegliere, senza pressioni o senza vecchi schemi. 

Fa gola questo settore dato che l'Umbria è la seconda regione in Italia per peso dell’economia cooperativa con 700 cooperative attive in cui lavorano 20.000 persone. Le cooperative sono imprese legate al territorio, che non delocalizzano, che negli anni della crisi hanno resistito ed ora sono pronte a lavorare per far ripartire l’economia regionale collaborando con gli attori pubblici, i cittadini e le imprese private.

“In relazione ad alcuni interventi usciti negli ultimi giorni sulla stampa – afferma Dino Ricci Vice-presidente Alleanza delle Cooperative Italiane e Presidente Legacoop Umbria – in cui si parla di una presunta spaccatura della cooperazione umbra voglio dire con chiarezza che posizioni di singoli dirigenti e ex dirigenti non rappresentano la cooperazione, sono interventi fatti a titolo personale. La cooperazione umbra è fortemente unita su un percorso autonomo con i propri valori e principi non negoziabili. Ci confrontiamo con tutti rappresentando ai candidati le nostre proposte che costituiranno il filo conduttore del confronto che avremo nei prossimi mesi con chi verrà eletto a guidare la Regione”.

L’agenda della cooperazione può essere sintetizzata in pochi punti estremamente concreti. I cooperatori chiedono di accelerare la ricostruzione, superando il commissario unico e dando maggiori poteri agli enti locali. Una seconda priorità è ridurre la burocrazia che frena gli investimenti e i programmi delle imprese. In terzo luogo sarà prioritario superare le gare al massimo ribasso che comprimono i diritti dei lavoratori, riducono la qualità dei servizi e premiano le imprese meno qualificate. I vertici , su questo punto, hanno chiesto ai candidati l’approvazione di una legge regionale chiara e semplice che superi questa logica nelle gare pubbliche. Altro tema centrale per l’Alleanza delle Cooperative è investire nel welfare e sulle fasce deboli della popolazione.

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Nell’incontro i cooperatori hanno confermato ai candidati il proprio impegno a dare un contributo al rilancio ed allo sviluppo della regione. In questa prospettiva l’Alleanza ha chiesto un impegno per il sostegno della nascita e dello sviluppo delle imprese recuperate dai lavoratori in forma cooperativa (Workers BuyOut). Queste imprese negli anni della crisi economica hanno permesso di recuperare importanti realtà produttive della regione e di salvare centinaia di posti di lavoro. Ulteriore è stata chiesta ai candidati per l’applicazione della recente legge regionale che disciplina le cooperative di comunità, uno strumento innovativo che può essere utilizzato per rivitalizzare le aree rurali e per riqualificare le aree urbane degradate delle città.

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