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Invasione di chironomidi al Trasimeno, il caso in Regione: "Subito risorse e piano straordinario"

Un piano speciale, con tanto di suggerimenti, arriva dal capogruppo del Partito Democratico Tommaso Bori e dalla vice-presidente del consiglio regionale, Simona Meloni

Recuperare il tempo perduto, a causa del blocco sociale per pandemia da Covid, anche sul fronte del contenimento del fenomeno degli sciamo di chironomidi che stanno creando gravi problemi ai cittadini e alle attività economiche presenti nell'area del lago Trasimeno. Un piano speciale, con tanto di suggerimenti, arriva dal capogruppo del Partito Democratico Tommaso Bori e dalla vice-presidente del consiglio regionale, Simona Meloni; il tutto rivolto alla Giunta regionale. 

“La Provincia di Perugia, fin dal 2005 – hanno spiegato Meloni e Bori – è stata individuata come ente attuatore dalla Regione per la realizzazione del controllo dei chironomidi. Con il passaggio delle funzioni amministrative legate al Trasimeno, l’Unione dei Comuni si è detta disponibile a proseguire l’attività. Azioni, svolte dalla Usl Umbria 1, che prevedevano l’applicazione di un prodotto larvicida specifico, in grado di dare una stabilità di almeno 12 mesi. Nel periodo del lockdown però le attività di disinfezioni erano state sospese, provocando al Trasimeno un aumento incontrollato degli sciami di chironomidi con ripercussioni economiche indubbie. Per quanto riguarda le risorse, la Regione ha confermato il finanziamento di 80mila euro e l’Unione dei Comuni ne ha stanziati 27mila”.

“Alla luce della nuova situazione di emergenza – hanno concluso Meloni e Bori – è necessario che la Giunta eroghi completamente la sua quota di cofinanziamento e che preveda azioni specifiche per colmare la fase di sospensione da lockdown e nuove misure per il 2021”.

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