Politica

La rivolta dei presidi in Umbria: "Sulla sicurezza delle scuole, la politica se ne lava le mani"

Il 30 ottobore prossimo a Roma per la protesta nazionale ci sarà anche una nutrita pattuglia umbra. Ecco che cosa chiedono i presidi

Torna la protesta dei dirigenti scolastici su scuole sicure e responsabilità. Anche in Umbria i vertici delle scuole sono in stato di agitazione in vista della manifestazione nazionale del 30 ottobre dove si chiederà la modifica del Decreto Legislativo 81, che li individua come datori di lavoro, addossando loro tutte le responsabilità, in capo alla sicurezza degli edifici scolastici. Nella Capitale arriverà anche una nutrita delegazione di Dirigenti umbri che marcerà compatta, al fianco dei tanti colleghi  - di Franca Principe, recentemente condannata per un incidente occorso ad un suo studente -  per chiedere, dunque, tutela contro delle norme che non solo vengono considerate ingiuste ma anche pericolose per chi frequenta le scuole.

A differenza delle altre Pubbliche Amministrazioni , nella scuola tutto è in capo all’unica figura dirigenziale. Tante responsabilità, secondo il loro pensiero, senza adeguati strumenti per svolgere al meglio i propri compiti. "Serve sia una semplificazione, un nuovi modello di governace, e un riconoscimento economico per le accresciute responsabilità professionali. I Dirigenti Scolastici dell’Umbria parteciperanno con totale e convinta adesione agli appuntamenti di protesta che dovranno essere tutte atte a sottolineare l’assoluta esigenza di riposizionare la Dirigenza Scolastica in una condizione di sicurezza del proprio lavoro rispetto alla sostenibilità dei carichi di lavoro, e per rivendicare con forza la piena adeguatezza degli organici del personale ATA che deve occuparsi, in condizioni spesso logisticamente precarie, della vigilanza e della cura dei locali scolastici". Quindi presidi in rivolta, insomma, per tutelare il benessere della scuola tutta

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