L'Osservatorio di Marco Regni | Una presidente (Tesei) poco amante dei social: opportunità e rischi ai tempi della "politica pop"

Pagina facebook con 32.924 fan, account con spunta blu, quindi certificato da Facebook con il timbro dell'ufficialità, ultimo post pubblicato la notte elettorale del 28 ottobre 2019 che ha ricevuto ben 8.687 "mi piace", 2.226 commenti e 1.433 condivisioni, da allora il silenzio social. Questi in estrema sintesi i numeri della pagina facebook di Dontella Tesei attuale Presidente della Giunta Regionale dell'Umbria. In molti ci è interrogati sulla bontà o meno di questa strategia di silenzio social dopo la vittoria, in particolare su rischi ed opportunità di questa scelta e sulla correttezza comunicativa di un abbandono totale dell'utilizzo di questo canale di comunicazione che rappresenta pur sempre un luogo dove oltre 35 milioni di cittadini, soprattutto over 30, per diletto, per lavoro o per semplice curiosità passano di media oltre 16 ore al mese, un dato in aumento all'aumentare dell'età (https://vincos.it/2020/02/27/social-media-in-italia-utenti-e-tempo-di-utilizzo-nel-2019/).

Una prima riflessione va fatta sull'utilizzo della pagina in campagna elettorale. Avendola monitorata in altra veste e per altri motivi oltre quelli di questa riflessione, posso dirvi che l'uso social diretto del mezzo facebook, probabilmente non è nelle corde della Presidente. Non è di per sè un problema. Ciascuno di noi ha sue inclinazioni, è più o meno portato per la comunicazione social, che però ha una sua caratteristica e cifra distintiva che non può essere nascosta: impone un modello di comunicazione che non può essere "top- down" del tipo "Io parlo, tu ascolti". I sociale e facebook impongono un modello in cui "tutti parlano con tutti" ciascuno è produttore e consumatore di contenuti. In una parola siamo tutti "prosumer".

La pagina di Donatella Tesei all'inizio della campagna elettorale (14 settembre) aveva circa 2.700 fan e il 18 settembre oltre 4.800 (+2.100) e in pochi giorni arrivò all'importante cifra di 32.994 fan. Si tratta - nella maggioranza dei casi - di fan veri, di utenti facebook provenienti da tutte le parti d'Italia, attivi nei mi piace, nei commenti e nelle condivisioni. Solo in parte sono situazioni "border line" legate a strumenti "artificiali e ingegneristici" il resto è organizzazione capillare nella gestione della struttura della "macchina social di Salvini" che ancora oggi, in un periodo non brillantissimo per il Capitano, raccoglie oltre 4,2 milioni di fan su facebook.

Ho ricordato il dato iniziale dei fan alla pagina della presidente (solo 2.700) perchè comunque la Tesei prima della candidatura a Presidente di Regione aveva un curriculum parlamentare - seppure breve - degno di nota: Presidente della Commissione Difesa del Senato un ruolo di prestigio per un eletto al primo mandato. C'è da dire che la pagina facebook è stata creata il 1 febbraio del 2018 (un mese prima delle elezioni politiche) quindi a tutti gli effetti si tratta di una pagina social creata "ad hoc" per la "propaganda elettorale" ed alimentata molto poco, direi pochissimo nei mesi successivi tenendo presente che i fan della Lega in Umbria e in Italia sono molto attivi sui social e sulla condivisione delle pagine dei politici di riferimento.

Con questa riflessione voglio soprattutto far rilevare che probabilmente la gestione della pagina, poche volte è stata fatta in prima persona, invece molto spesso affidata - in maniera del tutto legittima e naturale - ad un proprio staff di collaboratori. A maggior ragione, questa considerazione porta a dirmi che non è sbagliata la scelta attuale di comunicare solo con i media tradizionali o i canali istituzionali della Regione. Se non si è in grado, non per incapacità ma per indole, di gestire in prima persona o massimamente in prima persona uno strumento utile per "ingaggiare" in maniera interattiva il rapporto con i cittadini/elettori, invece di applicare una comunicazione "falsa" o errata secondo il modello "Top Down" molto meglio la scelta effettuata dalla Presidente. Una scelta che comporta nel breve periodo anche una serie di vantaggi: evitare polemiche e commenti maldestri stile haters, evitare di dover rispondere a quesiti più diversi dei cittadini, a meno di dotarsi di un dispendioso staff che poi - come consiglio sempre - dovrebbe trovare il modo di firmarsi per rendere riconoscibile le differenze di risposta fra il personaggio e lo staff che lo aiuta nella gestione della pagina.

Se c'è una cosa che difficilmente viene perdonata nei social è la "falsità", la mancanza di autenticità che viene presto smascherata e percepita. Altro aspetto di vantaggio di questa scelta è il poter consolidare un profilo sobrio e istituzionale evitando - cosa che una pagina facebook attiva renderebbe impossibile - di scendere quotidianamente nella polemica politica di tipo partitico. Un eccesso di sua presenza nella polemica politica nazionale o locale non sarebbe nelle corde del personaggio, diversamente un suo negarsi a polemiche politiche strumentali che dovessero nascere sulla sua pagina le farebbero perdere appeal nei confronti degli elettori leghisti che notoriamente sono fra gli utenti facebook più inclini alla vis polemica e ai "botta e risposta" che mal si addicono a chi volesse mantenere una cifra ed uno stile, per quanto di parte, ma sempre nell'ambito istituzionale.

Non è sfuggito ai più il fatto che ad esempio a differenza di altre autorità istituzionali locali la Tesei il 2 giugno non ha preso parte alla manifestazione del centro destra in centro a Perugia. Sarà stato un caso? sarà stata occupata alla cerimonia con il Prefetto? Non ne conosco le ragioni ma il fatto resto questo. L'aspetto negativo di questa scelta di "silenzio social" in realtà la si scoprirà fra quattro anni e poco più (o prima in caso di elezioni anticipate) quando per prepararsi all'ennesima corsa elettorale dovrà riattivare a pieno regime la pagina che a quel punto potrebbe essere davvero percepita, anche dai suoi elettori e fan, come uno strumento di pura propaganda elettorale non gestito in prima persona.

Tutto sommato è un rischio accettabile, che si può correre considerando che i cittadini sono più abituati a valutare l'operato di un governante nei 5 anni di governo che a credere alle "promesse" o alle strategie degli ultimi 60 giorni pre elettorali. Esiste una frase detta la paradossale legge di Farley: “La maggior parte delle elezioni è già decisa prima ancora che la campagna abbia inizio”. Farley, per capirci, è stato il Campaign manager del presidente Franklin Delano Roosevelt molto attivo nelle campagne del Partito Democratico americano fino agli anni Settanta. Il senso reale della frase è che in quei 60 giorni il ruolo della campagna elettorale è strategicamente importante, perchè ti giochi quella probabilità su 1 milione di modificare un esito già scritto.

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Il miracolo è sempre possibile, ma oggi soprattutto per i candidati definiti nel linguaggio tecnico "incumbent" ovvero uscenti e titolari del ruolo a cui si ri-candidano è decisivo il governo e la comunicazione permanente che si instaura con gli elettori tramite atti, fatti e realizzazioni. La campagna elettorale e la comunicazione degli ultimi mesi pre elettorali gioca un ruolo decisivo maggiore per gli sfidanti sia per l'outsider che per il "challanger" vero e proprio. Per un Presidente, per chi riveste un ruolo istituzionale che poi andrà (presumibilmente) a difendere, i social sono un canale di comunicazione in più e certamente sono strategici in un sistema di "campagna elettorale permanente", ma se questo deve snaturare la natura della tua persona per usarli in modo adeguato o dovesse necessitare investimenti rilevanti in staff che siano in grado di gestire la pagina nel migliore dei modi... allora meglio essere autentici fino in fondo e correre il rischio fra 4 anni.

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