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Giovedì, 29 Settembre 2022
Politica

INTERVISTA al Ministro Di Maio su Umbria, energia, sviluppo e reddito cittadinanza: "Pronti con il taglia-bollette per salvare famiglie e imprese"

La crisi climatica è una realtà con cui dobbiamo fare i conti sin da oggi. Come Impegno Civico presenteremo subito una Legge sul Clima per la riduzione della CO2, l'efficientamento energetico, òa riduzione dell’inquinamento, rigenerazione del suolo e degli ecosistemi


Ministro Di Maio, il prezzo alle stelle del gas preoccupa non poco gli italiani e le imprese. Con l’autunno alle porte, energia e politica estera sono al centro di questa campagna elettorale. Perché siamo arrivati a questo punto?
L’atroce guerra che Putin ha scatenato in Ucraina sta mietendo migliaia di vittime, anche civili, e per di più provoca conseguenze pesantissime sull’economia europea. Un prezzo che stanno pagando caro anche le nostre famiglie e le nostre imprese, con bollette esorbitanti e un’inflazione galoppante. Questa è anche una guerra energetica ed economica e ormai il quadro è chiaro: ci sono le forze che sostengono l’Ucraina, europeiste, atlantiste, e dall’altra parte ci sono gli amici di Putin, in Europa e purtroppo anche in Italia. 

Ci dica chi sono.
Il premier ungherese Orban, di cui Giorgia Meloni si vanta di essere amica, contrasta i pacchetti di sanzioni contro Putin e stringe nuovi accordi con Gazprom, acquistando sempre più gas. Noi di Impegno Civico, intanto, abbiamo chiesto alle altre forze politiche di esprimere sostegno chiaro e incondizionato alla battaglia che Mario Draghi dovrà fare in Europa per il tetto massimo europeo al prezzo del gas: la coalizione di destra ha preferito non rispondere. Difficile non pensare a quello che è successo solo poche settimane fa: viaggi per Mosca annullati last minute, dubbi sulle sanzioni al Cremlino. Per non parlare poi delle amicizie storiche di Salvini e Berlusconi con Putin. Pensavamo che Meloni fosse semplicemente ostaggio dei suoi alleati: poi Orban ha rafforzato i suoi rapporti con Mosca e quindi anche la leader di Fratelli d’Italia si può ritenere iscritta al club. Peccato che la quota di adesione la stiano pagando i cittadini italiani… 

Le ricadute sulle imprese del nostro territorio sono molto rilevanti. Basti pensare, ad esempio, all’Acciaieria di Terni, un’impresa altamente energivora. Come intendete intervenire per sostenere queste aziende e il tessuto produttivo nazionale?
Gli italiani non possono essere lasciati soli a reggere il peso di questa crisi. Il primo consiglio dei ministri della nuova legislatura approverà la nostra proposta di un decreto ‘Taglia-Bollette’. Siamo in emergenza: lo Stato dunque copre per l’80% del costo delle bollette delle imprese – dal bar all’acciaieria – almeno fino alla fine dell’anno, per evitare di dover pagare un prezzo ancora maggiore in termini di sostegni alle persone che altrimenti perderebbero il lavoro e di minori entrate a causa della chiusura di 120 mila imprese. Abbiamo fatto i calcoli e verificato le coperture: 13,5 miliardi di euro che possiamo coprire con il maggior gettito dovuto alla crescita. Ciò a differenza del trio sfascia conti Meloni-Salvini- Berlusconi, che invece ha già fatto oltre 100 miliardi di euro di promesse senza spiegare da dove li prenderebbe. I benefici di questo intervento riguarderanno ampiamente anche le famiglie, che potranno pagare meno i beni e i servizi prodotti. A partire da quelle più bisognose, per le quali il carrello della spesa incide molto di più sul bilancio familiare.

Il costo dell’energia gli italiani, infatti, lo stanno subendo sia con il caro bollette sia con l’aumento dei prezzi allo scaffale. Come pensate di intervenire? Lo abbiamo detto in tempi non sospetti: dobbiamo difendere il potere d’acquisto delle famiglie azzerando l’IVA sui beni di prima necessità. I consumi giornalieri, i farmaci, i prodotti per la prima infanzia… ci sono tanti piccoli aumenti che messi insieme fanno oltre 560 euro l’anno soltanto per il carrello della spesa di una famiglia. Anche in questo caso l’intervento è concreto e fondato sui calcoli, si può e si deve fare. Ma dare potere d’acquisto significa anche lavorare sulle retribuzioni. Su questo fronte, se un poker di sciagurati non avesse interrotto l’esperienza di governo avremmo già fatto passo importanti con il salario minimo. Al contempo, Impegno Civico è l’unica forza politica a parlare di salario equo: un obiettivo che dobbiamo costruire insieme alle imprese, che sono le prime ad averne interesse.

Ci spieghi meglio.
Sul salario minimo l’obiettivo è chiaro: non dobbiamo più consentire che ci siano lavoratrici e lavoratori pagati 2-3 euro l’ora: questo è sfruttamento! Il governo non a caso aveva già coinvolto le parti sociali per affrontare la questione in maniera coordinata, ma ora dovremo riparlarne con la nuova legislatura. Noi però poniamo anche la questione per chi è sopra una soglia considerata dignitosa ma in ogni caso non riceve un trattamento economico all’altezza della sua preparazione, del suo percorso formativo e professionale. Vale per i lavoratori dipendenti e vale anche per l’equo compenso delle partite Iva. Le imprese saranno protagoniste della riflessione su come raggiungere quest’obiettivo, perché sono le prime a subire le conseguenze della fuga dei cervelli o del continuo turn over di collaboratori, che magari vanno all’estero dove trovano condizioni economiche e servizi migliori.

Le difficoltà economiche si fanno sentire soprattutto sui giovani che hanno difficoltà a metter su famiglia. Una regione interna come la nostra rischia di patire più di altre l’inverno demografico che si abbatte sull’Italia. Come si affronta questa questione che alla lunga rischia di essere drammatica.

Innanzitutto non si affronta con slogan generici, come fanno tante forze politiche che parlano di giovani senza conoscerli e senza relazionarsi con loro. Impegno Civico non solo ha dato protagonismo a tante ragazze e tanti ragazzi, ma ha messo a punto una serie di proposte partendo proprio dall’ascolto delle nuove generazioni. Una costante, ad esempio, è il desiderio di autonomia e famiglia, che si esprime soprattutto con il bisogno di comprare una casa. Un sogno che spesso si trasforma in un incubo! La difficoltà maggiore è l’anticipo richiesto dalle banche: a causa di questo scoglio quasi tre quarti degli italiani ritengono che senza l’aiuto della famiglia i giovani non possono comprar casa. E poi ci lamentiamo che restano fino a tardi con i genitori! La nostra proposta è semplice: lo Stato si fa garante del mutuo al 100% e consente agli acquirenti fino ai 40 anni di età di coprire con un prestito a tasso zero anche la cifra necessaria per l’anticipo. Zero anticipo e zero tasse per l’acquisto: è così che investiamo sul futuro dell’Italia.

Al contempo, le imprese lamentano di non trovare lavoratori e il primo imputato è il Reddito di Cittadinanza.
Giorgia Meloni e gli altri che vogliono cancellare il Reddito di Cittadinanza hanno già dimenticato il ruolo cruciale che ha avuto durante tutta la pandemia. La destra che vuole eliminarlo anche per chi è inabile al lavoro, è una destra che odia i bisognosi e coloro che hanno difficoltà a mettere il piatto a tavola. Difficoltà ancor più gravi in questo periodo di aumenti dei prezzi e delle bollette. Il Reddito, pertanto, è una misura che va migliorata, rafforzata e perfezionata nelle sue criticità, che non nego. Noi di Impegno Civico siamo pronti a fare il tagliando al reddito di cittadinanza, ma sia chiaro che l’obiettivo deve essere questo: aumentare le sanzioni per i furbi che lo percepiscono senza averne diritto, continuare ad aiutare chi è più in difficoltà e dare un’occupazione a tutti i percettori che sono in condizioni di lavorare, mettendo le imprese direttamente in contatto con i beneficiari per facilitare al massimo l’inserimento lavorativo.

Oltre che di lavoratori, le imprese nel nostro territorio umbro necessitano di infrastrutture. L’Italia non ha mai brillato per la sua logistica, purtroppo. 

La mancanza di efficienza è dovuta a problemi legati con la burocrazia nonché ai numerosi colli di bottiglia infrastrutturali ancora presenti sui territori. Penso, ad esempio, ai lunghi tratti di binario unico presenti in Umbria o alla mancanza di un collegamento veloce con Roma, nonostante i tanti lavoratori pendolari. Dobbiamo creare una vera e propria spina dorsale ferroviaria che elimini la dipendenza della logistica italiana dal trasporto su gomma e incida positivamente sull’ambiente, abbattendo le emissioni. Risultati che potremo raggiungere in parte con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sul cui solco dobbiamo proseguire per mettere le imprese nelle condizioni di poter lavorare.

Sebbene il tema energetico sia primario, i temi ambientali infatti non hanno perso la loro importanza.
In questa strana estate, abbiamo toccato tutti con mano cosa significa avere a che fare con i cambiamenti climatici: siccità, caldo torrido, incendi nonché grandinate eccezionali e nubifragi. La crisi climatica è una realtà con cui dobbiamo fare i conti sin da oggi. Come Impegno Civico presenteremo subito una Legge sul Clima che affronterà il tema in maniera programmatica, approfondita e con obiettivi misurabili in termini di riduzione della CO2, efficientamento energetico, riduzione dell’inquinamento, rigenerazione del suolo e degli ecosistemi. L’obiettivo è cambiare il paradigma produttivo rendendo protagoniste della transizione le nostre imprese: vanno incentivate a riconvertire i loro processi produttivi e ad andare incontro alle nuove opportunità dell’economia verde, che portano con sé anche tanti posti di lavoro.

In Umbria lo abbiamo visto con il Trasimeno che perdeva un centimetro al giorno causa siccità. Come intendete intervenire? 
Con Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura e nostro capolista al plurinominale alla Camera in Umbria, siamo pronti a mettere in campo un piano shock: servono circa 2 miliardi di euro per interventi non più rinviabili. Siamo alla quarta crisi idrica in appena dieci anni, con danni ingenti e situazioni che si ripetono ciclicamente. Serve un’azione sinergica su grandi invasi e su quelli piccoli distribuiti sul territorio, il cosiddetto ‘Piano Laghetti’. Con la realizzazione di 1.000 bacini entro il 2030 daremo acqua potabile, produrremo energia, proteggeremo l’ambiente e saremo in grado di irrigare i nostri campi. La crisi climatica ci impone di trovare presto queste risorse e di mettere fine al fenomeno delle cosiddette reti colabrodo.Anche in questo caso si tratta di investimenti che portano posti di lavoro e crescita come quello che, a proposito di agroalimentare e made in Italy, abbiamo sostenuto con il Patto per l’Export: da ministro degli Esteri sono fiero del record di fatturato che il nostro sistema Paese ha ottenuto.

In conclusione, come vede l’Italia del 2023 sullo scenario internazionale?
Io sono fiducioso: gli italiani sono consapevoli che il 25 settembre dovranno scegliere tra forze politiche riformiste e responsabili come Impegno Civico, e forze di destra che invece rischiano di legare il Paese ai Putin, agli Orban e a soggetti che difendono interessi opposti a quelli delle nostre famiglie e delle nostre imprese. Il trio sfascia conti Meloni-Salvini-Berlusconi potrebbe portare nuovamente il Paese sull’orlo del default: le loro strambe promesse elettorali fanno danni e debiti. Ma soprattutto rischiamo l’isolamento internazionale e l’avvicinamento a posizioni filorusse.

Impegno Civico ha le sue fondamenta nella scelta di libertà europeista e atlantista. Perché gli italiani dovrebbero votare Impegno Civico?
Per le ragioni che ho appena detto e perché siamo una forza giovane, riformatrice e concreta, capace di innovare, di affrontare e risolvere i problemi degli italiani e di tenere insieme gli interessi delle nuove generazioni, delle famiglie, delle imprese e quelli del Pianeta. Poi vogliamo valorizzare quella parte di Paese che il presidente Mattarella ha definito “i volti e le braccia della Repubblica”. Parlo degli amministratori locali e dei Sindaci: nessuno come loro conosce necessità, bisogni e potenzialità dei singoli territori ed è da loro che dobbiamo ripartire per inaugurare una nuova stagione di rilancio del nostro Paese. Infine siamo tra i pochi che possono parlare di risultati già raggiunti. Se dico che faremo un decreto Taglia Bollette è perché abbiamo analizzato tutte le variabili ed esaminato le coperture e si può fare. Io sono quello che a inizio legislatura ha preso l’impegno con gli italiani di tagliare i parlamentari e, non senza fatica, ho portato a casa il risultato: il prossimo sarà un Parlamento più snello. Gli italiani si possono fidare di me e dare fiducia a Impegno Civico, perché se assumo un impegno poi lavoro incessantemente per onorarlo. A maggior ragione quando c’è in gioco la vita di milioni di persone.

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