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Venerdì, 1 Luglio 2022
Politica

L'INTERVENTO Patrocinio per il Pride della Regione | Jacopo Coghe, Portavoce Pro Vita & Famiglia, replica al nostro editoriale

Ospitiamo l'opinione opposta al nostro giornale dell'associazione culturale cattolica pro-famiglia naturale. Il lettore come sempre si farà la sua libera opinione

Ricevo e pubblico la replica all'editoriale a mia firma, Nicola Bossi, dell'associazione pro-vita che continua sulla strada della richiesta del ritiro del patrocinio da parte della Presidente Tesei al Gay Pride dell'Umbria. Nel mio editoriale, su posizioni liberali e cattoliche, ribadivo che il patrocinio è compatibile con la firma della Tesei sul sostegno alle famiglie perchè rientra nella costituzione, rientra nel rispetto di tutti e non esclude un piano e una legge a favore della famiglia tradizionale. Libertà e rispetto di tutti è diverso da essere favorevoli anche ad utero in affitto, adozioni e legge Zan che il centrodestra ha sempre respinto. (leggi qui l'editoriale). 

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Jacopo Coghe - Portavoce Pro Vita & Famiglia Onlus

Gentile direttore,

nell’editoriale del 19 giugno scorso si domandava, rispetto alle scelte politiche assunte dalla Presidente Tesei, se fosse incompatibile “firmare un patto per valorizzare e incentivare le famiglie numerose e la natalità e allo stesso tempo dare il patrocinio al Pride Umbro che inneggia alla libertà e al rispetto di chi ha gusti sessuali diversi da quelli eterosessuali”.

Pro Vita & Famiglia ritiene le due scelte radicalmente incompatibili perché né il nostro manifesto né quello del Pride si limitano, in realtà, alle questioni da Lei citate.

Oltre al sostegno socio-economico a famiglie e natalità, il documento firmato dalla Tesei la impegnava anche al “fermo contrasto all’incivile e barbara pratica dell’utero in affitto” e all’opposizione a “progetti e iniziative ispirate alla teoria dell’indifferentismo sessuale (gender)”.

Di contro, il manifesto politico dell’Umbria Pride - costellato di asterischi che neutralizzano ogni richiamo al maschile e al femminile nel testo - cita tra gli obiettivi dell’evento la legalizzazione della “gestazione per altri”, meglio nota come utero in affitto.

Mi chiedo, Direttore, come ci si possa impegnare a contrastare l’utero in affitto in campagna elettorale e poi, da presidente, patrocinare un evento che si vanta di volerlo addirittura legalizzare.

Ma non finisce qui. Il Pride Umbro si batte anche (cito testualmente) “per il riconoscimento di tutte le formazioni famigliari, di qualsiasi coppia o singol*, per ogni tipo di relazione, comprese le non mono-partneriali”.

Relazioni non mono-partneriali? Cioè con più partner? Una specie di poligamia? Che cosa c’entra col rispetto della dignità personale di ciascuno? Eppure, il patrocinio della Tesei copre anche questa bizzarra rivendicazione, e lo fa a nome di tutti gli umbri.

Ancora, il Pride si batte “per l’accesso alla genitorialità completa, all’adozione, alle pratiche di procreazione mediamente assistita e gestazione per altr*, per le coppie gay e lesbiche, le/i singol*”.

Stiamo forse parlando di rispettare i diritti fondamentali dei cittadini? No, stiamo parlando di legalizzare pratiche come l’utero in affitto, che rubano a un bambino la sua mamma.

Anche in questo caso, il patrocinio della presidente Tesei concede alla battaglia per questa barbarie l’incredibile status di ‘valore condiviso’.

È per questa profonda e inconciliabile contraddizione politica che Pro Vita & Famiglia sta protestando con la Tesei, chiedendole di ritirare il patrocinio al Pride Umbria.

Ed è per questa incoerenza che, se ciò non accadrà, alle prossime elezioni regionali inviteremo gli elettori a non votare per la Lega, di cui la Tesei è espressione, chiunque sarà il candidato presidente. La ringrazio per lo spazio concesso e per il vostro lavoro.

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