L'analisi | Deputato Gallinella (M5S): "Decreto Rilancio, vi spiego le principali misure adottate dal Governo"

La spiegazione del Decreto Liquidità del Governo da parte dell'esponente di maggioranza eletto a Perugia, Filippo Gallinella, uno degli storici rappresentanti del Movimento 5 Stelle

Riceviamo e pubblichiamo la spiegazione del Decreto Liquidità del Governo da parte dell'esponente di maggioranza eletto a Perugia, Filippo Gallinella, uno degli storici rappresentanti del Movimento 5 Stelle alla seconda legislatura alla Camera. 

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di Filippo Gallinella - Deputato Movimento 5 Stelle

Il Decreto Rilancio, approvato dal Consiglio dei Ministri, è una manovra economica di dimensioni uniche e inedite per l’Italia, che interviene in diversi ambiti, in modo trasversale, introducendo provvedimenti concreti e immediati di sostegno alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori colpiti dall’emergenza sanitaria. Tra le principali misure: un contributo a fondo perduto per le PMI e le Partite IVA, comprese le imprese agricole e commerciali, con un indennizzo proporzionato alla perdita di fatturato. Interventi nel capitale e sconti fiscali sono previsti per le imprese più grandi con diverse modulazioni.

Non pagheranno l’Imposta regionale sulle attività produttive di giugno (saldo 2019 e acconto 2020) le imprese e i lavoratori autonomi che fatturano fino a 250 milioni e niente acconto di giugno per alberghi e stabilimenti balneari, oltre che l’abolizione del versamento della prima rata dell’IMU per i possessori di immobili come alberghi, agriturismo, pensioni, stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali; i ristoranti e bar potranno occupare il suolo pubblico non pagando la Tosap anche grazie alla collaborazione con Anci. Slitta a settembre la ripresa dei versamenti Iva, delle ritenute e dei contributi sospesi a marzo, aprile e maggio e soppresse le clausole di salvaguardia sugli aumenti delle aliquote dal 2021.

Sempre per le partite Iva, prevista la proroga per il mese di aprile del bonus 600 euro già utilizzato in marzo, mentre per il mese di maggio l’indennizzo sale fino a mille euro. Inoltre credito d’imposta al 60% sull’affitto per imprese fino a 5 milioni di fatturato e niente quota fissa in bolletta per tre mesi: previsti crediti d’imposta per lavori edilizi di sicurezza anti Covid-19 e per le misure di sanificazione dei luoghi di lavoro. Bonus di 500 euro per aprile e maggio a badanti e colf e altre 9 settimane di cassa integrazione.

Arriva poi il Reddito di Emergenza, fra i 400 e gli 800 euro, per famiglie con ISEE fino a 15mila euro. E ancora, altri 15 giorni di congedo parentale straordinario, in aggiunta a quelli già previsti dal Cura Italia, bonus baby sitter da spendere anche per i servizi all’infanzia e l’iscrizione ai centri estivi, oltre che 12 giornate in più di permessi legge 104 utilizzabili in maggio e giugno, e smart working per chi ha figli fino a 14 anni. Agevolazioni fiscali con detrazione al 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismici.

Previsti anche voucher da 150 a 500 euro in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare, in parte utilizzabili come sconto per alberghi e strutture ricettive, in parte come credito d’imposta. Per il comparto primario, potranno nuovamente beneficiare di 500 euro anche i lavoratori agricoli e, per fronteggiare la mancanza di manodopera in agricoltura oltre all’accordo raggiunto sugli stagionali, i percettori di ammortizzatori sociali, Naspi, Dis-Coll e del Reddito di Cittadinanza potranno sottoscrivere contratti di lavoro agricolo senza perdere il diritto al beneficio.

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Per l'agricoltura sono inoltre previste importanti risorse: 450 milioni per il ‘fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi’, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, 250 milioni per il fondo indigenti, 520 milioni per il fondo garanzie Ismea, 100 milioni per la ‘vendemmia verde’, 50 milioni destinati ai Consorzi di Bonifica e 45 milioni all'ammasso privato. Con il Decreto Rilancio il Governo ha messo in campo 55 miliardi, il più grande investimento senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, per non lasciare indietro famiglie e imprese, dando anche una risposta alla manodopera in agricoltura.

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