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L'INTERVENTO Caforio (Unipg): "Ballottaggio, perugia al bivio: I progetti della Scoccia o l’ideologia della Ferdinandi"

"Il tema è se è il momento di lasciare la strada tracciata dal sindaco Romizi e imbattersi in una nuova amministrazione decisamente di sinistra"

_*di Giuseppe Caforio*_
(Docente dell'Università di Perugia, Facoltà di Giurisprudenza)

A pochi giorni dal ballottaggio che vedrà gli elettori della città di Perugia sciogliere il nodo su chi sarà il loro futuro sindaco, alcune riflessioni potrebbero essere utili per far sì che il voto sia espressione di una attenta e meditata valutazione. Normalmente le scelte vengono fatte o perché si conosce la persona o perché si esaminano i programmi. Nel nostro caso è difficile fare una valutazione se non si conoscono le due candidate personalmente. Certo Margherita Scoccia è stata assessore all'urbanistica e quindi di amministrazione in qualche modo se ne intende, atteso che le legislature Romizi hanno visto la città impegnata in scelte urbanistiche importanti che si sono tradotte in una modifica significativa e positiva degli assetti urbani che hanno riguardato soprattutto le periferie e le zone limitrofe al centro. Quanto la candidata Vittoria Ferdinandi, la stessa ha un'esperienza di imprenditrice, ma non è dato sapere la sua conoscenza della macchina pubblica. Tutto si impara però certamente ci vorrà del tempo prima che possa entrare nelle logiche della pubblica amministrazione e poi traduca in atti  la sua volontà.

Sul piano dei programmi le due candidate hanno fatto scelte per alcuni versi similari, quando si fa riferimento ai principi ispiratori, ma per altri versi invece notevolmente diverse.I due programmi si caratterizzano per un approccio notevolmente diverso l'uno dall'altro, tanto è pragmatico e aderente alle peculiarità della città, quello della Margherita Scoccia, tanto quello della Vittoria Ferdinandi si presenta come un programma pieno di riferimenti ideologici con i temi cari alla sinistra, fatta di slogan, quali la partecipazione, la de-cementificazione, le politiche sociali con gli slogan di trionfalismo preventivo tipico della sinistra estrema. Insomma due candidate sindaci che si presentano in modo significativamente diverso, in cui ciò che emerge è il concreto pragmatismo della Scoccia opposto all'idealismo di sinistra della Ferdinandi.
E fra questi due estremi che i cittadini di Perugia dovranno decidere.

Il tema è se è il momento di lasciare la strada tracciata dal sindaco Romizi e imbattersi in una nuova amministrazione decisamente di sinistra con i suoi programmi e i suoi slogan che sanno tanto di anni 80 ovvero confermare la fiducia ad un amministratore più tecnico che politico che però ha già espresso con concretezza, le linee guide su cui si muoverà la nuova amministrazione, laddove dovesse essere lei la sindaca.

Ognuno è libero di scegliere e non sempre i programmi dichiarati in campagna elettorale, peraltro per quei pochi che li leggono, troveranno poi riscontro e applicazione nella legislatura seguente. Un dato però appare certo ovverosia che in un momento in cui vi è un governo centrale e un governo regionale tutto proiettato verso un salto di qualità della nostra Regione e dell'Italia intera, avere una continuità programmatica ed un allineamento con le istituzioni sovra-comunali potrà solo portare benefici.
Probabilmente entrambi i candidati saranno delle ottime sindache, ma in un momento di grande incertezza, scegliere chi ha già dato prova di capacità gestionale potrebbe risultare la scelta giusta.


 

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