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Infiltrazioni mafiose a Perugia, Romizi contrattacca: "Noi in prima linea con atti concreti"

Nel giorno della bocciatura della revoca del presidente del consiglio Arcudi, il primo cittadino si è tolto diversi sassolini dopo settimane di attacchi

Andrea Romizi non ci sta a passare per il sindaco che tace o peggio ancora non fa nulla per arginare le infiltrazioni mafiose che da anni covano sotto la cenere a Perugia. Infiltrazioni in particolare della 'Ndrangheta che sono ormai sotto gli occhi di tutti dopo le tante indagini e arresti di chi sta cercando di creare una cosca locale con rapporti saldi con la terra madre, la Calabria. L'attacco subito dal candidato a sindaco sconfitto nelle urne, Giubilei, lo ha irritato e molto. Si è sentito dare del sindaco che non parla, che non prende una posizione. Giubilei lo ha apostrofato come il sindaco del "ni".

E così nel giorno della revoca del presidente Nilo Arcudi - bocciata in aula e soprattutto dagli uffici tecnici in fatto di regolarità -  presentata dal centrosinistra, Romizi si è tolto diversi sassolini contro la minoranza e contro Giubilei: “Purtroppo oggi si è preferito parlare di maggioranza che si trincera dietro pareri tecnici o cavilli, ma tengo a precisare che ciò non corrisponde al vero. Non si può dire infatti che un voto contrario sulla proposta di revoca del Presidente Arcudi significhi mollare ogni impegno nella lotta alla criminalità organizzata, tutt’altro. Già da tempo ho espresso l’auspicio che il Consiglio e tutti i soggetti istituzionali si attivino concretamente per dare il proprio contributo nell’ambito di questa battaglia, ma ciò non lo si fa con atti illegittimi”.

Romizi ha rincarato la dose contro la minoranza ribadendo che che la lotta "alla ‘Ndrangheta non può partire dalla votazione di un atto illegittimo” e che sui provvedimenti da adottare e sulla discussione anti-mafia a Perugia l'opposizione non ha coinvolto a maggioranza, "forse per la fretta da parte dell’opposizione di voler mettere “il cappello” sulla proposta". Ma soprattutto il sindaco ha voluto rimarcare con dati e atti il personale impegno contro le infiltrazioni mafiose: "In città sono presenti esempi di avvenute infiltrazioni mafiose, ma è altrettanto vero che negli ultimi anni sono state assunte molteplici iniziative di contrasto alla criminalità organizzata: ne sono la prova i patti sulla sicurezza, sottoscritti nel 2015 e 2019, con la Prefettura o le tante attività portate avanti nelle scuole, a livello di prevenzione, per informare i ragazzi fin dalla tenera età sui pericoli legati alle mafie. Infine non va dimenticata la scelta dell’Ente di costituirsi parte civile nei principali processi contro la criminalità organizzata. Dunque tanto è stato fatto da questo Comune con determinazione ed impegno per rigettare
e respingere al mittente questi fenomeni”. 

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