Elezioni, Camicia (Perugia con il Cuore): "Più posti fissi di polizia in periferia, case sfitte assegnate ai poveri"

In vista delle elezioni comunali Perugia del 26 maggio abbiamo intervistato il candidato a  sindaco delle liste Perugia con il cuore e Nazione &Futuro

In vista delle elezioni comunali Perugia del 26 maggio abbiamo intervistato il candidato a  sindaco delle liste Perugia con il cuore e Nazione &Futuro

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Dice Camicia: “Non basta voltare pagina. Propongo, addirittura, di cambiare libro e di scrivere una  storia nuova e diversa”.

Quali i punti deboli di Palazzo dei Priori e le relative soluzioni? “Riorganizzare la macchina comunale, arrugginita,  farraginosa, con troppa sabbia fra gli ingranaggi”.

A quale scopo? “Poter disporre di un’amministrazione snella, all’altezza dei tempi, puntando ad informatizzare integralmente l’ente attraverso tecnologie avanzate e non obsolete come quelle attuali”. 

Queste, e molte altre, le priorità di Carmine Camicia, candidato a sindaco, sostenuto dalle liste “Perugia con il Cuore” e “Nazione e Futuro”. 

Come riorganizzare? "Al fine della riorganizzazione dell’ente, propongo di istituire cinque mini municipi, dove i cittadini troveranno risposta alle proprie necessità”

Una rinascita delle circoscrizioni? “Molto di più. In questi mini municipi ci si potrà anche sposare e dialogare su temi di carattere sociale con l’Ente pubblico, non visto come nemico, ma come leale interlocutore”. 

È nota la sua battaglia sulla Tari, evasa anche da soggetti del mondo politico e imprenditoriale. Cosa propone in merito? “Col mio gruppo, puntiamo a ridurre l’incidenza fiscale del 50%, affinché possano pagare tutti per pagare meno”.

Il suo impegno in toponomastica, in parte avversato da alcuni? “Sono riuscito a far modificare il regolamento, con notevole accorciamento dei tempi e semplificazione delle procedure decisionali. Oltre ad essermi personalmente adoperato per intitolazioni significative, come quelle al sindaco Berardi, al sindaco Seppilli, a Luisa Spagnoli, Raffaello Silvestrini, Benito Vicini, Giorgio Spitella, San Giuseppe Moscati, i martiri di via D'Amelio e di tutte le mafie".

Quale ritiene sia stato il fiore all’occhiello delle sue iniziative politiche e sociali, sul quale intende impegnarsi anche in futuro? “Ho messo in piedi e portato avanti il Progetto cuore, formando circa 2.000 persone ed installando colonnine salvavita con defibrillatori in tutto il territorio comunale. Perugia è così divenuta una città cardio protetta, diventando punto di riferimento e modello per altre realtà nazionali”.

Quali progetti per la disabilità? “Prima di tutto, la creazione di uno sportello, aperto tutti i giorni, che si occupi della disabilità e dei soggetti socialmente deboli, dove opererà personale in grado di far conoscere i servizi a loro dedicati, dare indicazioni ed ascoltare le varie problematiche per poi trovare le soluzioni più idonee”.

E per la povertà? “Propongo un censimento del patrimonio immobiliare pubblico, al fine di assegnare gli immobili agli sfrattati, ai soggetti socialmente deboli, agli anziani, alle giovane coppie e agli studenti”.

Sul tema sicurezza? “Per la sicurezza è necessaria l’istituzione della figura del vigile di quartiere, in grado di perlustrare la città, segnalare anomalie e raccogliere informazioni dai cittadini, oltre all’attivazione di vari posti fissi di polizia urbana, aperti h/24, a partire da quello di piazza del Bacio, a Fontivegge”.

Quanto, appunto, ai vigili? “Siamo sottodimensionati. Propongo l’aumento della pianta organica con almeno 50 vigili urbani in più attraverso la mobilità interna volontaria. E ancora: rimozione delle telecamere ai semafori,internalizzazione dell’ufficio riscossione tributi e gestione degli impianti sportivi con personale dell’ente”

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