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L'INDISCRETO di Maurizio Ronconi | Gli scogli che dovrà affrontare la Presidente Giorgia....


La Meloni ha vinto e governerà. Non in pochi pronosticano un esercizio di governo difficile, con tanti ostacoli, con tante scommesse da vincere. Una situazione mondiale, ancor più europea, non metaforicamente, esplosiva così come non era stata dalla seconda guerra mondiale. Una economia che sta diventando di guerra, un Paese che dopo il Covid dimostrava di voler riprendere in modo perfino impetuoso ed invece, dopo pochi mesi si ritrova di nuovo di fronte a sfide difficili. Ma la Meloni ha vinto trionfalmente le elezioni, le ha vinte solo lei, ha carattere, come si dice “tigna”, determinazione, che sopperiscono ad uno spessore culturale “normale”, frequentazioni e una esperienza, non politica nostrana perché ne ha tanta di più dei suoi colleghi parlamentari di oggi, ma di politica internazionale, di conoscenza con i leader europei e mondiali, evidentemente ancora incerta.

Di certo la Meloni la sua parte ed anche di più la farà, convinta di giocarsi le carte e con esse l’occasione non solo della vita ma anche di poter entrare nella storia. E lei dà l’impressione di volerci entrare ma anche di volerci restare. Questa è una spinta straordinaria che le darà una grande forza. Ma gli ostacoli, tanti e rischiosi non mancheranno. Saranno quelli dati da una situazione difficile ma che si potranno avvistare all’orizzonte per schivarli e doppiarli ma soprattutto tanti altri solo affioranti, i più difficili e subdoli. Lei lo sa e per questo di certo si attrezzerà ma ci vorranno oltre alle capacità, un pizzico di fortuna e delle congiunzioni nazionali ed internazionali favorevoli. Le difficoltà per Giorgia non saranno quelle proposte da una opposizione ancora suonata dall’insuccesso elettorale e per questo alla ricerca più che di motivi per fare opposizione delle ragioni di una rovinosa sconfitta. Una opposizione divisa, lacerata da incomprensioni e peggio da prospettive diverse. No, non saranno le opposizioni a creare problemi da far perdere il sonno alla Meloni.

La nuova premier dovrà invece guardarsi da amici, si far per dire, ed alleati, si fa sempre per dire. Già se ne è avuta qualche avvisaglia. Forza Italia e Lega hanno perso le elezioni, sono state drasticamente ridimensionate, sono ormai solo partiti di contorno, non di più. La loro difficoltà sarà quello di tentare una rimonta elettorale e lo dovranno fare stando in un governo non loro ma della Meloni rischiando, se l’esecutivo farà bene, di far guadagnare consensi solo alla Meloni ma se non sarà appezzato loro perderanno insieme alla Meloni, di certo non si salveranno. Inoltre, il Cavaliere ma anche il Capitano non gradiscono più di tanto vedere sulla tolda di comando la Giorgia da sola o al massimo circondata da ufficiali di Fratelli d’Italia. A loro solo la ciurma. E dalla ciurma verranno gli ostacoli più insidiosi, quelli capaci di mandare a picco la nave del centro destra. Speriamo di no.

L’altra insidia verrà dalle piazze. Nei tempi in cui l’opposizione parlamentare è ripiegata su sé stessa, rissosa, aperta solo alla competizione interna, sempre fioriscono o si irrobustiscono associazioni, sindacati, movimenti di piazza, centri sociali, pacifisti ma anche no, studenti, operai e chi più ha ne metta, che, c’è da scommetterci, inizieranno a popolare le nostre piazze, le scuole, le università soprattutto nei sabati prefestivi. E la cosa rischierà di venirgli bene visto che avranno l’occasione di protestare contro un governo “fascista, conservatore, reazionario, di destra”. Come sempre avvenuto, alla lunga queste manifestazioni non è che siano un ricostituente per i governi. 

Tutt’altro. Insinueranno il tarlo dell’incertezza. Di sicuro la Meloni ha già avvistato all’orizzonte questo tipo di ostacoli, interni e nelle piazze, userà ogni
genere di antidoto ma quello più efficace sarà rappresentato da un diuturno sorriso, da una continua esercitazione di moderazione che non significheranno abdicazione di idee e archiviazione di programmi ma permanente ed infaticabile confronto, comprensione, ascolto. Una ricetta, mi sia consentito, generalmente poco gradita alla destra. Ma la Meloni ha detto che vuole un’altra destra. Ci attaccheremo a questa speranza.
 

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