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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

L'INDISCRETO di Maurizio Ronconi | Crisi Governo Draghi, il campo largo di Letta (Pd-5Stelle) non c'è più in Italia e in Umbria...

Non era impossibile prevederlo ma certamente clamorosa la parabola del Movimento 5 Stelle che poco meno di cinque anni fa otteneva il 32 % dei voti divenendo il primo partito d'Italia, con un esercito di parlamentari, con un consenso che nella storia della Repubblica solo la Democrazia Cristiana aveva raggiunto. Ma quella era un'altra storia, altri uomini. Scissioni, frantumazioni, evaporazioni e fughe, il M5S in meno di un lustro non c'è più se non per qualche sussulto agonico, ormai appartiene solo alla storia, a quella meno esaltante. Non saranno in molti a rimpiangere il partito di Grillo che non pochi danni è riuscito a fare ma una questione politica, e non di poco conto, la propone.

Il Pd, nella persona del suo Segretario Letta, alcuni mesi fa scelse la soluzione del “campo largo” facendo anche conto di una massa di voti grillini che in realtà non ci sono più, per proporre una larga alleanza in vista del confronto elettorale prossimo venturo ma anche per le amministrative. Il Pd, ignorando la storia dei grillini fatta di castronerie come l'opposizione irriducibile al metanodotto Trans Adriatico, alle trivellazioni in Adriatico, ai termo valorizzatori, gli ammiccamenti ai no TAV o peggio ai gilet gialli francesi, alla assunzione di migliaia di inutili navigator per quella sciagura del reddito di cittadinanza, strinse, almeno immaginò di stringere, una alleanza strategica con il Movimento 5 Stelle.

Ma i 5 stelle sono rimasti quello che erano: il nulla nei progetti, ragazzotti capitati per caso a Montecitorio e dintorni, politicamente analfabeti, una truppa di anarchici, nel senso di ignoranti assoluti dei modi, dei riti e anche del galateo della politica. Era chiara a tutti l'intemerata nell'immaginare una alleanza strategica tra Pd e M5S per affrontare e vincere il confronto elettorale con il centro destra. Viene da dire che in queste ore lo sconfitto non è certo Draghi, non lo è il moribondo M5S proprio perché moribondo, ma il Pd che vede fallire un progetto politico strategico ritrovandosi davvero isolato e perfino ostaggio degli ormai indispensabili Calenda e Renzi.

Qualcuno ha detto che il “campo largo” si è trasformato in un “campo santo” popolato di fantasmi ormai inutili alla causa. C'è da prendere atto della nuova situazione, ammettere l'insabbiamento di un progetto, lo schiudersi di un orizzonte fatto di incognite, di un confronto elettorale, causa la dabbenaggine della classe dirigente del Pd, tutto in salita e quasi certamente di nuovo perdente, per una sinistra che non ne imbrocca più una.

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