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IL PUNTO Ecco cosa cambia e cosa non all'Ospedale di Spoleto schierato nella lotta al Covid: "Garantiti i servizi tradizionali"

Ospedale che la Presidente Tesei ha ribadito ancora una volta, per smontare false ricostruzioni, che terminata l'emergenza ritornerà alla normalità e sarà potenziato


"Non vi è stata nessuna interruzione di servizio del Pronto Soccorso in queste giorni di riorganizzazione": lo ha dovuto ribadire il commissario dell’Usl Umbria 2, Massimo De Fino, nel corso della conferenza stampa sulla centralità dell'Ospedale di Spoleto per la lotta alla pandemia di Covid. Ospedale che la Presidente Tesei ha ribadito ancora una volta, per smontare false ricostruzioni, una volta terminata l'emergenza ritornerà alla normalità ed anzi è previsto un piano di potenziamento per alcuni reparti. A De Fino è spettato il compito di chiarire alla cittadinanza e agli umbri come cambierà l'Ospedale di Spoleto. 

PRONTO SOCCORSO - Il pronto soccorso, nel piano riorganizzativo temporaneo, sarà utilizzato per i malati covid mentre  sarà attivata un’altra postazione di primo intervento “non covid” che tratterà codici bianchi, codici verdi e codici gialli (critici).  "La riconfigurazione del nosocomio di Spoleto non comporterà la riduzione delle attività non Covid e dei servizi ambulatoriali ad oggi garantiti nella struttura ospedaliera”, hanno precisato De Fino e il direttore sanitario Camillo Giammartino che “tutte le attività ambulatoriali ed i servizi attualmente presenti saranno garantiti nella massima sicurezza per sanitari ed utenti con percorsi separati ‘puliti’, totalmente indipendenti ed autonomi rispetto all’area Covid”.

Verranno destinati a tale scopo gli spazi nei piani -1 e -2 del padiglione che permette il percorso separato e in completa sicurezza, oppure trasferendo alcune attività nei centri di salute e nei punti di erogazione servizi del Distretto di Spoleto, in particolare nella sede di via Aldo Manna.

I servizi di dialisi, radioterapia e il day hospital oncologico del “San Matteo degli Infermi” rimarranno attivi, così come i controlli cardiologici e lo screening senologico, ambulatori di ginecologia e endoscopia digestiva, il servizio immunotrasfusionale con donatori, radiologia. La sede della ex Rsa ospiterà invece il Punto di Primo Intervento destinato ai pazienti “non Covid”.

AREE NON COVID : Rimarranno quindi aree Covid free i piani -1, -2 per i servizi e le attività ambulatoriali (radioterapia, dialisi, ambulatori cardiologici ed oncologici) insieme alla sede della ex Rsa, con ingresso indipendente ed autonomo rispetto al corpo centrale dell’edificio, dove saranno allocati il servizio di pronto intervento e il Day Hospital Oncologico. Come detto, alcune attività ambulatoriali territoriali erogate attualmente in prossimità dei reparti di degenza del nosocomio verranno ricollocati nella sede distrettuale di via Aldo Manna.

AREE COVID: Il piano terra viene individuato come area filtro mentre i piani superiori della struttura ospedaliera vengono destinati alle attività di degenza Covid a partire da complessivi 70 posti letto con possibilità di aumento ulteriore in caso di necessità. Prioritario diventa il lavoro di tutto il personale sanitario e dei tecnici che, struttura per struttura, stanno definendo gli interventi necessari a garantire la sicurezza degli operatori. Tutto questo prevedendo anche specifici corsi di formazione ed adeguata fornitura di dispositivi di protezione.

Nell’ottica di garantire la comunicazione degli utenti con i propri cari e la sicurezza degli operatori verranno installate telecamere nelle stanze di degenza e forniti tablet agli utenti per la comunicazione con i familiari. Il lavoro degli operatori nell’ambiente Covid è molto stressante e l’Azienda Usl Umbria 2 istituirà un servizio di supporto psicologico h12, dedicato soprattutto agli operatori.

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