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Il Pd di Perugia e Giubilei sparano a zero sul sindaco Romizi: "Perugia non ha un primo cittadino: tutto è fermo"

Conferenza di fine anno per i gruppi di opposizione: gravi accuse sulla gestione della pandemia, sui grandi progetti. Bistocchi: "Qui comanda la destra anche sulle pelle delle donne"

Accusato di fare poco, di essere ostaggio delle destre, di non aver fatto abbastanza per attenuare il dramma sanitario ed economico derivante dall'epidemia di coronavirus. E peggio ancora di non aver terminato i grandi progetti per la città che si troverebbe in fase di stallo. In sintesi le accuse sono queste quelle mosse dai principali protagonisti dell'opposizione perugina a Palazzo dei Priori: Pd, l'ex candidato sindaco Giubilei e i civici di centrosinistra. Tutti uniti oggi in una conferenza di fine anno per fare il punto su questo disastroso 2020.  

“Il Coronavirus ha accentuato le differenze – ha detto la capogruppo del Pd, Sarah Bistocchi – e il sindaco non ha fatto nulla per evitarlo, diventando completamente impalpabile e intangibile. Assente sui grandi temi, nel dibattito pubblico cittadino. Ma il non avere un sindaco, per la città e in questo momento storico, è un problema in più”. Il capogruppo del pd punta molto sulle questione idelogiche che dividono da sempre destra e sinistra, Romizi dalla Bistocchi, come ben sanno i cittadini-elettori: “A Perugia governa la destra di Lega e Fratelli d’Italia, che vanno avanti con azioni spot, propaganda anche sulla pelle delle donne. Il caso è quello dell’interruzione di gravidanza, dei manifesti pro-vita che il sindaco non ha fatto nulla per rimuovere". 

Più concreto, in questioni di città, invece il rivale di Romizi alle ultime elezioni comunali, ovvero Giuliano Giubilei che si dice molto preoccupato per il blocco dei grandi progetti, dimostrazione di un capoluogo che sta perdendo peso sullo scacchiere politico regionale. "Tutti i progetti sono fermi: il Turreno, il Mercato coperto, San Francesco al Prato, per non parlare del Lilli e i dubbi sul recupero e la gestione del Pavone. Latitante sull’Università per Stranieri, sulla Cultura. Perugia ha perso il ruolo di città guida della regione, anche nei confronti della maggioranza Tesei”. 

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