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Il blog di Franco Parlavecchio | Vitalizi, il ritorno e poi la figuraccia. Forse tutto sarà cancellato... ma la faccia è perduta

Mentre tutti aspettano la cassa integrazione, gli sgravi fiscali e gli incentivi, arriva la notte dei vitalizi. Sia chiaro, nessun ripristino di vecchi privilegi già eliminati da qualche anno ma solo l’idea di ristabilire quelli già acquisiti in precedenza e poi eliminati con una norma un po’ dubbia ma pressoché unanime. E allora come succede spesso in casi simili, durante la notte si cerca di approvare ciò di cui non ci si vuol prendere la responsabilità alla luce del sole. Senza entrare nel merito della legittimità o meno del provvedimento, ora fanno tutti finta di non sapere o di non capire: prendono le distanze.Sembrano scandalizzarsi come se il fatto fosse successo in un luogo a loro totalmente estraneo.

Ma è solo un particolare, perché in realtà esistono un calendario e un ordine del giorno che forse qualcuno non ha visto o ha fatto finta di non vedere. Chissà perché nessuno è intervenuto prima della seduta della Commissione... Dai primi racconti, sembra quasi che ad esprimere il voto favorevole non siano state delle persone fisiche ma una moltitudine di mani entrate autonomamente in Commissione e che si sono alzate in stile famiglia Addams; i privilegiati dalla decisione dunque, sembra abbiano solo detto: “grazie mano”. Nonostante questo volersi distanziare ad ogni costo (la distanza sociale ai tempi del Covid assume le forme più disparate), la realtà è che fuori dalle mura del palazzo qualche amico attende un segnale. E quel segnale è rassicurante anche per chi ora occupa lo scranno.

Ovviamente il tema della salvaguardia legittima dei diritti acquisiti riguarda solo chi è entrato in Parlamento e non i semplici cittadini, i cui diritti sono ormai sistematicamente violati con sconcertante naturalezza. Rimane il fatto che questo provvedimento è ora più che mai inopportuno, avvolti come siamo in una crisi difficile da superare, aggravata da questo schiaffone tanto legale quanto indecente.Il segnale vero da offrire in pasto ai cittadini doveva essere un altro: la rinuncia ad un mese di stipendio per tutti i parlamentari. Per loro sarebbe stato un lieve solletico che tuttavia avrebbe inviato alla popolazione un forte segnale di equità sociale, un gesto per dire che, almeno per un giorno, si soffre insieme.

I vitalizi furono introdotti negli anni '50 come un diritto di pochi che con il passare del tempo si è trasformato in un beneficio per troppi, i quali si sono viste garantite  rendite di posizione anche dopo la conclusione del mandato parlamentare, in un detestabile e costante abuso da parte di una classe poco dirigente. Magari alla fine tutto tornerà come prima. Tranne la faccia, che ormai è persa.

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