Il Blog di Franco Parlavecchio - Scenda il silenzio su Battisti: il terrorista non merita tale fama

E’ possibile che il nostro Paese debba morire di propaganda? Non so per quanto tempo ancora dovremo parlare dell’arresto di Battisti, non so per quanto tempo dobbiamo ancora dare luce ad un soggetto che per anni ha preso in giro l’Italia e gli italiani prendendosi gioco di noi, facendo il divo ed il finto intellettuale coperto dalla protezione dei nostri Governi e di quelli stranieri, a cominciare da quello francese.

Ora finalmente è stato arrestato, merito di chi ci è riuscito, finalmente è in Italia ed è ora che finisca nelle mani della giustizia e soprattutto del dimenticatoio. E per favore non fatene oggetto di stupida ironia, né di soliti scontri ideologici, perché un terrorista è un terrorista, non ha colore, è solo uno che ha lasciato dietro di sé una scia di sangue e di dolore lunga qualche chilometro. E come mai nessuno inorridisce per un film di cattivo gusto sulla Banda della Magliana? Si fa una sciocca ed evitabile ironia nei confronti di chi è stato segnato per sempre.

C’è addirittura chi si sta preoccupando delle norme che sono state violate per arrivare all’arresto di Battisti. Anche i criminali hanno i loro diritti ma adesso facciamola finita con questo finto garantismo di facciata volto solo a denigrare l’avversario politico. La realtà è che ora Battisti è in Italia e dopo anni un risultato è stato raggiunto. Stop. Ora dobbiamo solo fare silenzio, nel rispetto delle vittime e dei loro cari perché hanno atteso giustizia per troppo tempo.

Non so ancora quanto tempo dovrà passare per educare i “tifosi” della politica a guardare con gli occhi dell’equilibrio. Sono tutti troppo presi a mettere divise da sfoggiare come degli scolaretti repressi e ad altri a rosicare per chi indossa la divisa della polizia, dei vigili del fuoco e delle giovani marmotte. Chissenefrega! A me interessa il risultato dei loro atti e non la sfilata di moda. Perché ormai ho perso la speranza per il buon gusto ma non quella per continuare a credere che prima o poi un giorno ci ricorderemo del buon senso andato.

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