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IL BLOG di Franco Parlavecchio | Per la sanità in Calabria Salvini e Meloni dovevano spingere per Strada per affossare il Governo

Mentre il leader dei Cinque Stelle si auto incensa con un tweet che racconta tutti i suoi più grandi successi snocciolando un elenco denso di errori politici e grammaticali, io mi sono spontaneamente soffermato sulla seconda parte della parola da lui utilizzata: "cessi". Un elemento molto più affine per descrivere la melma nella quale siamo finiti, un’immagine chiara ma non proprio limpida.

E’ un po’ come la sintesi delle valutazioni fatte in Calabria dal Governo per la scelta del Commissario Regionale per la Sanità: una serie di nomine tirate giù come birilli, una farsa ridicola dentro una sorta di gioco al massacro sulla pelle dei cittadini calabresi, già profondamente offesi non solo dalla situazione inqualificabile ma anche dalle parole dei piccoli protagonisti.

Ma non pensate che l’opposizione abbia fatto di meglio. Salvini e Meloni si sono trovati davanti all'opportunità storica di giocarsi la Fisher vs. Spasskij della politica, una grande partita a scacchi da cui si sono defilati senza neppure sedersi davanti al tavolo da gioco. Uno dei primi nomi che è circolato, quello di Gino Strada, ha fatto tremare gli equilibri della maggioranza, che, per rimanere in linea con la metafora poco sopra, è sempre stato troppo fuori dallo scacchiere politico istituzionale. Eppure Strada sarebbe stata un'azzeccata mossa politica in mano all’opposizione per sparigliare strategicamente le carte e spiazzare tutti.

Nell’incertezza del Governo rispetto al leader di Emergency, doveva diventare il loro sorprendente asso nella manica. Gino Strada si è distinto negli anni in ambiti di guerra in condizioni difficili ma sempre lontano dai riflettori. Ci vuole coraggio per portare aiuti concreti tra ospedali improvvisati in zone dove rischi di finire vittima di un missile, magari “amico”.

Ci saremmo augurati che metà di quello stesso coraggio potesse animare coloro che avrebbero dovuto decidere a chi affidare le sorti della sanità calabrese, afflitta e strangolata da problematiche annose e complesse da una parte e servizi carenti dall'altra. Non c'è spazio per il minimo errore oggi in Calabria perché al minimo errore rischi di cancellare decenni di volontariato e di immagine velata e protetta, anche se ti chiami Strada.

Se avesse fallito la colpa sarebbe ricaduta comunque sul Governo. La differenza è che, se mai avesse fatto bene, sarebbe stato un colpo vincente per tutti. Ma questa ormai è solo fantasia perché alla fine un commissario è stato nominato e la politica è rimasta come sempre la grande assente.

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