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Ikea a San Martino in Campo? Il Comune di Perugia dice no: tutto da "rimontare"

Affossato l'ordine del giorno del Pd per l'insediamento del colosso svedese. Pratica di nuovo al palo

Ikea a Perugia? Sì. No. Boh. La terza commissione del Comune di Perugia silura l’ordine del giorno del Pd per l’insediamento Ikea a San Martino in Campo. Con 5 voti favorevoli, 6 astenuti e 1 voto contrario, per dirla in maniera diversa, il testo democratico finisce nel dimenticatoio di Palazzo dei Priori.

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L’ordine del giorno fresco di bocciatura chiedeva all’amministrazione Romizi di “portare avanti con rinnovata fermezza il dialogo con l’azienda Ikea, ponendosi come primo, ed ufficialmente unico, interlocutore degli svedesi; prendere piena coscienza dell’interesse espresso dal territorio, valorizzando e difendendo la posizione di cittadini, associazioni, rappresentanti istituzionali; specificare e supportare la tesi che il sito di San Martino in Campo è e resta la migliore delle possibilità per l’insediamento Ikea”.

E niente, non sarà così. Sebbene – riporta il Comune in una nota – “Maggioranza e opposizione all’interno della commissione si sono trovate d’accordo su quanto specificato nell’odg dal proponente, ovvero che l’apertura di un punto Ikea a Perugia rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio, per l’impatto economico sul capoluogo sia in termini di occupazione che di indotto, e anche per la sua sostenibilità ambientale”.

Come a dire: c’eravamo tanto amati. Tuttavia, prosegue la nota, “le stesse si sono divise sulla localizzazione dell’insediamento poiché, laddove l’opposizione insisteva con fermezza sul mantenimento di San Martino in Campo come la migliore soluzione di insediamento di Ikea nel perugino, anche in considerazione del procedimento di rilascio delle concessioni già avviato, la maggioranza ha ritenuto di non dover porre pregiudiziali, lasciando la scelta del sito all’azienda, compatibilmente con il territorio”.

Morale: palude. O giù di lì. Andiamo di là. No, qua è meglio. E tutto salta in pezzi. Ma c’è di più: “E’ stato auspicato che la pratica Ikea, ferma da quattro anni, si possa riaprire qualora si rinnovi in modo concreto ed effettivo l’interesse da parte dell’azienda ad investire nel perugino e che si possa riprendere da parte dell’Amministrazione il dialogo con l’azienda, in modo diretto e senza intermediazioni”. Qui bisogna fermarsi un attimo. Il punto cambia: sembra proprio che il Comune, per decisione della terza commissione, aspetterà che sia Ikea a “corteggiarlo” per avere uno spazio dove costruire. Questo, come sempre, si vedrà.

Nel frattempo il Pd si è inferocito: “La maggioranza ha deciso di non decidere”. L’astensione di massa non va giù ai democrat, che vedono affondare l’ordine del giorno di Mirabassi nel silenzio dell’avversario: “La maggioranza si appiglia perfino alla campagna elettorale, chiedendo la sospensione della discussione, ritenendola non opportuna data la vicinanza con le elezioni regionali, pur di prendere una giustificazione nel non voler assumere una posizione ufficiale”. E pensare che “l’ordine del giorno è scaturito anche a seguito delle dichiarazioni di esponenti della giunta che esprimevano difformità di vedute sull’argomento, con l’intento di fare chiarezza su un tema così importante”. Già. Tutto smontato. 

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