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Ikea a Perugia, c'è chi dice no: "Danneggia la città, non la vogliamo"

Rifondazione Comunista smonta l'arrivo del colosso svedese: "Perugia e l’Umbria non hanno bisogno dell’ennesimo scatolone di cemento"

Non piace proprio a tutti. E non solo per la scelta di Collestrada come punto di approdo. Rifondazione Comunista si scaglia contro l'Ikea a Perugia e smonta una delle mosse chiave della giunta Romizi: "In Inglese si chiama 'greenwashing', più prosaicamente potremmo dire che con la scusa dell’energia “pulita” provano a coprire una delle più colossali operazioni di cementificazione in un’area come quella di Collestrada già abbondantemente compromessa"

Il segretario provinciale del Prc di Perugia, Oscar Monaco, boccia l'operazione svedese su tutta la linea: "Rifondazione comunista di Perugia ritiene sbagliata e dannosa la costruzione dell’ennesimo centro commerciale in città: la storia recente ci ha ampiamente dimostrato quanto sia pericolosa per l’economia e l’artigianato locali la presenza di questi giganti del mercato, che non solo nel conto complessivo fanno perdere posti di lavoro, abbassando la qualità del lavoro stesso e precarizzando i nuovi assunti, ma, quel che è peggio, desertificano economie locali basate sulla produzione manifatturiera già provate dalla crisi".


Insomma, dicono dal partito rosso, "Perugia e l’Umbria non hanno bisogno dell’ennesimo scatolone di cemento poggiato sull’ennesima distesa d’asfalto, la cui unica funzione sarebbe quella di congestionare ulteriormente il traffico rendendo ancora più irrespirabile l’aria in una zona tra le più inquinate del centro Italia; Perugia e l’Umbria hanno bisogno di valorizzare il lavoro esistente e di qualità, a partire dalle proprie maestranze nell’industria e nell’artigianato del legno per creare lavoro di qualità e stabile".

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