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Ikea a Collestrada, la maggioranza di Romizi striglia il Pd: "Basta con le scuse, che posizione prendete?"

I capigruppo della maggioranza in consiglio comunale contro il Partito Democratico

Il "né sì né no" del Pd di Perugia su Ikea a Collestrada fa sbottare la maggioranza di Palazzo dei Priori (che per il momento mette in cantina la maretta che si agita in Forza Italia). Il messaggio è questo: "Basta scuse, diteci come la pensate". Il perché è riassumibile con "prendetevi la responsabilità di una risposta".

Spiegano dal centrodestra più civici: "Come ben sanno gli esponenti democratici, non vi è - e non vi è stata mai - alcuna forzatura da parte della Giunta e della maggioranza, che stanno invece lavorando per concretizzare un ingente investimento per quasi 140 milioni di euro e nuovi posti di lavoro, che consentirà alla città di Perugia di essere al passo con i tempi e competitiva con il resto delle realtà italiane ed internazionali. Oltre al “corollario” di un progetto di sistemazione della viabilità della zona, della riqualificazione della collina di Collestrada, della disponibilità di fondi per il rilancio del centro storico o, ancora, di un progetto innovativo per la mobilità “leggera”". La risposta alle questioni sollevate dal Partito Democratico è tutta qui. Anche a quella sul metodo: "Va sottolineato, poi, che la documentazione relativa ad Ikea è stata a disposizione per la consultazione e gli approfondimenti dei consiglieri per tutta l’estate e - dopo l’approvazione del progetto da parte della Giunta comunale nello scorso mese di agosto - si sono susseguite ben tre sedute di commissioni, in cui i tecnici hanno esaustivamente illustrato ogni singolo aspetto e dato risposta a qualsiasi chiarimento". 

Poi, l'attacco politico: "Ad un certo punto è arrivato anche il momento di decidere e dare risposte in tempi ragionevoli a chi vuole investire nel nostro territorio, accogliere investimenti e progettare il futuro. Questo è ciò che deve fare una buona Amministrazione e bene ha fatto quindi la maggioranza a serrare i ranghi. A dimostrazione della trasparenza che la maggioranza - anche sul progetto Ikea - ha deciso di impostare come suo metodo di lavoro, vale quanto accaduto nella riunione delle commissioni, dove avrebbe avuto i numeri per procedere subito alla votazione". 

E invece? "Invece si è volutamente aspettato l’arrivo dei colleghi del Pd, per permettere loro di intervenire ed approfondire ancora la questione, se lo avessero ritenuto necessario: si è ottenuto solo un silenzio, pressoché totale, che parla da solo. Il Pd non deve cercare scuse: se non vuole lo sbarco di Ikea a Perugia, lo dica apertamente. Ciò sarebbe utile non solo al dibattito politico, ma anche ai tanti perugini che potranno così farsi una valida opinione su chi vuole far ripartire una città, in difficoltà anche per gli errori di chi l’ha amministrata in passato, e chi vuole restare fermo dicendo solo no”. 

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